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Aironi caduti dal nido e morti: la protesta

Aironi caduti dal nido e morti: la protesta

È successo nella zona dell’Idroscalo. La convenzione con il Crasm di Semproniano non c’è più

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«Trovo terrificante che in una zona come Orbetello e il suo comprensorio non esista un numero di telefono da chiamare in caso di fauna in difficoltà». Lo denuncia in maniera forte Daniele Innocenti che, in questi giorni, ha assistito, impotente, allo strazio di vedere piccoli di airone caduti dal nido senza poter trovare qualcuno disposto a intervenire per prendersene cura.

Li ha visti fra gli stenti, agonizzare e svolazzare in cerca di qualcuno che potesse aiutarli, di quel nido che non c’era più a proteggerli. Eppure Daniele ci ha provato a prendersene carico e lo ha fatto in tutti i modi, perdendosi in un dedalo di telefonate per cercare di capire chi poter far intervenire per sottrarre alla morte i piccoli uccelli che hanno nidificato nella zona dell'Idroscalo.

Daniele non si è arreso, ha telefonato a tutti quelli a cui poteva telefonare, si è sentito rimbalzare da una parte all’altra. E mentre lui chiamava e cercava il modo di salvare dei piccoli pennuti indifesi, questi rimanevano lì magari alla mercé di altri animali che poi, secondo le ragioni della selezione naturale, avevano la meglio. Sa che ci sono problemi più importanti, anzi, lo sa ma, consapevole della ricchezza faunistica del territorio orbetellano, ritiene questo proprio un problema e come lui tanti altri cittadini che lo hanno sostenuto e lo sostengono in questa sua protesta. «Come è possibile che in un posto come il nostro - dice arrabbiato - non ci sia un presidio nel quale poter portare gli animali feriti? Ma davvero si può pretendere che un cittadino si prenda la briga di catturare un uccello selvatico e magari portarlo, lui, a Semproniano? Perché con tutte i tipi di uccelli che abbiano non esiste una convenzione con una associazione del luogo e il Comune che possa prendersi carico di un animale ferito?» Già. Perché?

«Bisognerebbe chiederlo a Leonardo Marras - risponde Fabio Cianchi del Wwf - lui ha chiuso la convenzione col centro di recupero, hanno chiuso le Province, gli animali devono andarli a ritirare o la Provincia o la Regione o i Comuni». (i.a.)

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