Il Tirreno

Grosseto

Sparò e ferì quattro giovani Patteggia due anni di pena

di Pierluigi Sposato
Sparò e ferì quattro giovani Patteggia due anni di pena

Lesioni aggravate a causa dei pallini esplosi da un fucile a Ponte Giorgini Respinta l’ipotesi di tentato omicidio avanzata dai legali delle parti offese

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Era imputato di lesioni aggravate, anche se i difensori di alcuni dei quattro feriti con i pallini sparati dal fucile abusivamente portato avevano suggerito che si potesse trattare di un tentativo di omicidio, per le conseguenze gravi che ne erano derivate. Una perizia medico legale e la relazione che l’aveva accompagnata propendevano per questa soluzione.

Rimasta invece la configurazione iniziale dell’accusa, Andrea Tosi, 42 anni, nativo di Siena e domiciliato a Castiglione della Pescaia, ha potuto patteggiare una pena da 2 anni, sospesa. Il giudice Valeria Montesarchio ha ritenuto congruo l’accordo raggiunto subito dopo la conclusione delle indagini tra il difensore Riccardo Lottini e il sostituto procuratore Alessandro Leopizzi. È la storia della sparatoria di Pasquetta del 2015, una sorta di resa dei conti che ebbe il culmine a Ponte Giorgini, fra le 3 e le 4 della notte del 6 aprile 2015. Una vicenda iniziata comunque in paese, lungo il corso per un’incomprensione, per una parola di troppo, per un qualcosa che ai fini del procedimento penale non è interessato comunque più di tanto: non c’è stato dibattimento, la giustizia si è dichiarata soddisfatta dall’accordo raggiunto.

Quella notte in ogni modo i pallini sparati da Tosi con un Beretta calibro 36 finirono per colpire tutti alle gambe quattro ragazzi venuti al mare da Abbadia San Salvatore, all’epoca tra i 23 e i 25 anni: uno preso alla gamba sinistra (20 giorni - i corpi estranei sono rimasti all’interno), uno a entrambe le gambe (escoriazioni, 5 giorni), uno alla gamba sinistra (7 giorni) e l’ultimo alla coscia destra (30 giorni). I carabinieri avevano raccolto le testimonianze dei feriti e dei presenti, i quali avevano riferito che un uomo aveva sparato praticamente senza scendere dall’auto, abbassando il finestrino. Nel giro di poco tempo avevano ristretto le indagini su Tosi. Corrispondevano anche le indicazioni fornite sull’auto, una Peugeot 307. I militari avevano così trovato e sequestrato l’arma, ritenuta essere quella che aveva sparato contro i quattro giovani. A Tosi la Procura ha contestato anche il porto abusivo in luogo pubblico del fucile, custodito nella Peugeot e usato poi all’esterno dell’auto, a Ponte Giorgini, appunto: qui era avvenuto il ritorno di fiamma, dopo che la prima fase si era svolta qualche decina di minuti prima lungo il corso.

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