Sicurezza
“Ragazzi nel bosco”, un anno di libertà
Maremma Randagia festeggia la scoperta del canile lager e il salvataggio di sedici esemplari: resta il 17° da sistemare
MASSA MARITTIMA. È passato un anno da quando la Forestale entrò nel bosco portando alla luce quel canile portato avanti come fosse un lager. Erano trenta i cani chiuse dentro quelle gabbie rugginose, quasi tutti malandati: uno aveva perso la vista, molti erano malati, altri malnutriti.
Poterlo chiedere a loro, vi risponderebbero che sembra passato un secolo: oggi infatti i “ragazzi del bosco”, come furono soprannominati, hanno trovato nuove famiglie che si prendono cura di loro, grazie a una volontaria montierina e all’associazione Maremma Randagia, che prima si è fatta carico delle spese e poi è riuscita a farli adottare tutti.
Ecco perché le volontarie dell'associazione hanno deciso di festeggiare l’anniversario della loro libertà a Massa Marittima, là dove tutto è iniziato, con una cena organizzata per domenica sera a cui tutti possono partecipare. Ma nei festeggiamenti, le volontarie non nascondo una certa delusione per come si è comportata l’amministrazione comunale: «C’è un po’ di rammarico per la politica “lontano dagli occhi lontano dal cuore” sposata dal Comune di Massa Marittima - dicono - che ha ritenuto risolto il problema ripulendo il parco e lasciandoci senza nessun tipo di aiuto per quelle povere anime».
Non è stato facile dare nuova vita a questi animali, cresciuti in un canile trasandato, sporco, con gabbie troppo piccole per tutti. Lo aveva costruito un massetano con alcuni disturbi, che ha riversato il suo amore malato su questi cani, incapace di prendersene davvero cura e lasciandoli in balia della fame e delle malattie. Nessuno ha mosso un dito fino a quando non è partita la segnalazione, che ha attivato Comune, Asl e Forestale, ponendo fine a quell’inferno nascosto tra gli alberi del bosco. Il problema, dopo, è stato cosa farne di questi cani. Maremma Randagia ne prese in carico diciassette, un’altra decina sono finiti a Montieri mentre tre sono rimasti nel bosco, visto che il giorno del blitz non si fecero catturare. «Il compito spetterebbe all’Asl, ma ad ora sono sempre lì in attesa di un futuro migliore» spiegano le volontarie di Maremma Randagia.
È stato allora che è iniziata la favola dei ragazzi nel bosco. «Inizialmente per noi le spese sono state tantissime - raccontano - Analisi, medicinali, antiparassitari, cibi specifici; i cani erano tutti denutriti, anemici ed avevano la rogna. Avevamo paura di non farcela, ci sembrava troppo per noi, ma la gente ci ha aiutato davvero tanto, ci hanno dato coraggio e offerte per sostenerci, soprattutto le persone di Massa Marittima che erano ormai affezionate ai loro “ragazzi del bosco” ed è proprio grazie a loro che adesso tutti quei cani hanno una famiglia». Di quei diciassette cani infatti, ben sedici sono stati adottati.
Ecco dunque il motivo per festeggiare: l'appuntamento è per domenica sera alla trattoria da Sbrana, a Ghirlanda, dove sarà servita una cena vegetariana e vegana a 15 euro (tutte le informazioni sono sulla pagina Facebook di Maremma Randagia). Ma la vera speranza, è che questa sia l'occasione per trovare casa anche alla diciassettesima trovatella nel bosco, un pointer, sano, giovane e pacifico. Si chiama Feliciana e già questo basta a renderla simpatica.
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