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Operai in mobilità: è polemica

Barbagli chiede le dimissioni della giunta dell’Unione

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CINIGIANO. Monta la rabbia per l’apertura dello stato di mobilità per una ventina di operai forestali dell’Unione Amiata grossetana.

Si muovono tutti i sindacati e le minoranze dell’Unione contro una decisione che appare ingiusta.

Giovanni Barbagli della minoranza cinigianese (nonostante Cinigiano sia ormai fuori dall’Unione) chiede «le dimissioni in blocco della giunta dell’Unione dei Comuni dell’Amiata grossetana, dell’assessore regionale Marco Remaschi e dei dirigenti competenti per la forestazione regionali e locali. Al sindaco del Comune di Cinigiano chiediamo una serio impegno a difesa del posto di lavoro dei 16 operatori forestali dei quali alcuni sono nostri abitanti», invoca Barbagli. Che osserva: «Stupisce che la decisione di licenziamento sia stata sottoscritta da Uncem che si schiera a fianco del padrone, la Regione Toscana».

Mentre Corrado Lazzeroni della minoranza arcidossina da tempo chiede a gran voce un consiglio dell’Unione, mai ottenuto, dedicato all’argomento.

Anche i sindacati insorgono. Cgil, Cisl e Uil Toscana di categoria parlano di «fatto gravissimo» e promettono che «la mobilitazione continuerà».

«È stata avviata la procedura dei mobilità di tutti e 22 i lavoratori forestali dipendenti – dicono – e così, mentre nei comunicati ufficiali tutti si affrettano a fare elogi a questi lavoratori, negli atti formali si spinge verso i licenziamenti. Tutto questomentre la vertenza degli operai forestali della Toscana va avanti senza l'opportunità di un tavolo di confronto circa le prospettive e senza che l'interlocutore principale, il presidente della giunta regionale, ci abbia mai chiamati e, cosa assai più grave, senza che abbia mai esplicitato pubblicamente cosa intende fare per dare prospettiva e utilità al comparto della forestazione nella regione».

I tre sindacati parlano di «mancanza di un confronto. Mancanza di un progetto. Mancanza di una serietà politico istituzionale».

«Contrasteremo i provvedimenti dell’ente amiatino – dicono i rappresentanti dei lavoratori – e la nostra mobilitazione regionale continuerà. Tutti devono sapere e ognuno si prenderà le sue responsabilità».

Intanto, per martedì 21 giugno, dalle 10 a mezzogiorno a Firenze è previsto un presidio unitario davanti al Consiglio regionale della Toscana con i delegati delle province di Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Massa e Carrara, Pisa e Livorno.

Venerdì 1º luglio poi sarà sciopero per l'intera giornata dei forestali, con manifestazione a Firenze, dalle 10 alle 16, davanti alla presidenza della giunta regionale. (f.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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