Il Tirreno

Grosseto

Morta in culla, testimonianze al vaglio

Morta in culla, testimonianze al vaglio

I carabinieri ascoltano le persone venute a contatto con la piccola e con la madre in attesa dell’esito dell’autopsia

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GROSSETO. È indagata, a piede libero, ed è in città, a disposizione della magistratura, Jesica Pierre, 28 anni, madre di Elizabeth trovata senza vita nella culla, la sera di lunedì scorso.

In attesa che la Procura decida se interrogarla - e sempre che la donna accetti di rispondere in questa fase dell’inchiesta - la polizia giudiziaria sta completando la raccolta delle informazioni utili a comprendere le ultime ore di vita della piccola di 10 mesi. Il lavoro dei carabinieri è proseguito per tutta la giornata di ieri e sembra destinato a proseguire anche oggi: vengono ascoltate tutte quelle persone che sono venute a contatto con la donna e con la piccola, che hanno osservato particolari e possono dare indicazioni. E non sono poche. E vengono ascoltate anche e soprattutto per capire cosa è successo nelle dodici ore precedenti al ritrovamento del corpicino senza vita: Elizabeth era morta al mattino, non alle 22 quando la mamma, incapace di dare l’allarme, aveva chiamato un’amica nell’appartamento di via Ximenes. Era stata quest’ultima, che l’aveva vista stesa nel lettino, con il vestitino e il cappellino, a dare l’allarme. Ma ormai non c’era più nulla da fare se non constatare il decesso.

Nessun segno di violenza esternamente, solo l’esito dell’autopsia potrà dare risposte sulle cause della morte. «In una settimana a casa nostra - ha detto una donna che aiutava la mamma nella custodia della piccola - Elizabeth non aveva mai accusato malesseri. Aveva qualche carenza alimentare, forze era stata nutrita male in precedenza, ma non potevamo mai pensare che ci sarebbe stato un epilogo simile».

Malattia mai diagnostica prima? Morte improvvisa? Altro ancora) Particolari importanti potrebbero giungere dal sopralluogo nell’appartamento posto sotto sequestro, qualora la Procura decida di compiere accertamenti all’interno, con le garanzie difensive previste in occasione degli accertamenti cosiddetti irripetibili.

Anche ieri il difensore, l’avvocato Alessandro Biagiarelli, ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione sul caso.

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