Sicurezza
Grosseto naufraga sotto la pioggia
Temporale con fulmini e grandine: in pochi minuti la città diventa un reticolo di fiumi impazziti. Danni e paura ovunque
GROSSETO. È il tardo pomeriggio quando dai Comuni della zona sud della provincia arrivano i primi comunicati: i sindaci di Manciano e di Capalbio ordinano la chiusura di tutte le scuole per la giornata successiva, quella di oggi, venerdì 11 giugno. Curioso, pensa chi in quelle stesse ore sta a Grosseto, al declinare di una giornata tra sole e nuvolaglia che tutto sembra presagire tranne disastri. E invece il disastro è in agguato.
Annunciato da qualche tuono sparso, subito dopo le 18,30 improvviso l’inferno si scatena. Fulmini che si abbattono fra le case, grandine e soprattutto pioggia. Tanta, tantissima, una quantità che – diranno poi gli esperti – concentrata in un così breve arco di tempo dalle nostre parti non ha precedenti: 80 millimetri in un’ora, 6-7 volte di più di quel che accadde nell’ultima, grande tragedia del territorio, quella del 2012 ad Albinia.
Stavolta però il fenomeno dura poco, forse neppure un’ora. Per fortuna. Perché quando intorno alle 19,30 spiove e i grossetani rimettono il naso fuori dalle porte e dalle finestre lo scenario è devastante.
In tutta la città le strade sono fiumi in piena, con auto bloccate nei sottopassi o ferme e sommerse dall’acqua. Il centro storico è una palude spazzata dalle correnti, negozi, scantinati, androni dei palazzi sono piscine. Il grido delle sirene spiegate prende il posto del rombo dei tuoni, decine di persone restano intrappolate qui e là, i vigili del fuoco chiedono rinforzi da Firenze.
Nessuno, grazie al cielo, risulta ferito. Almeno nel corpo. La testa, il cuore e l’economia della città, invece, sono feriti a sangue. Oggi sarà il giorno della conta dei danni.
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