Il Tirreno

Grosseto

«Io che non sono stata accettata dal Pd»

di Ivana Agostini
«Io che non sono stata accettata dal Pd»

Monica Paffetti, ex sindaca di Orbetello, analizza la sconfitta. «Sono sempre stata fuori dalle lobby, un ingombro politico»

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ORBETELLO. Sono passati tre giorni dalla débâacle elettorale di Monica Paffetti. Sconfitta da Andrea Casamenti, l’ex sindaca di Orbetello è tornata alla sua vita, al suo ambulatorio medico, ai caffè in piazza, lontana dagli uffici in cui è stata chiusa per cinque anni.

Paffetti, cos’ha sbagliato?

«Credo di aver sbagliato nel processo partecipativo, nel coinvolgimento dei cittadini. Penso di essermi un po’ troppo chiusa su me stessa non facendo capire i problemi che mi trovavo ad affrontare. In alcuni momenti mi è mancato il coraggio di dare scossoni per quel che mi accadeva intorno. Ci sono stati momenti che per senso del dovere, in nome della governabilità, non ho dato quegli aut aut che avrei dovuto dare. Forse ho peccato in buonismo. Non ho imposto la mia figura di sindaco».

Pensa di aver preso qualche decisione sbagliata?

«Posso aver sottovalutato alcuni problemi. Non ho previsto alcuni eventi e forse l’ho fatto per inesperienza. Forse non essendo stata autoritaria in alcuni casi abbiamo perso tempo».

Ci faccia un bilancio dei 5 anni.

«Sono stati 5 anni che non auguro a nessuno. I problemi che abbiamo avuto sono sotto gli occhi di tutti: 4000 persone rimaste senza casa sono tantissime ed è stata una cosa difficile da gestire. La moria di pesci in laguna è stato un altro evento enorme. Se fossi stata più populista come tanti altri, forse avrei dato un’altra visione di me e sarei stata vista in maniera diversa, ma non è nel mio carattere. Ero invece impegnata a firmare 170 ordinanze sindacali. Ho cercato di prendere su di me le responsabilità perché ero la sindaca e avevo responsabilità. Così facendo non sono stata vicina ai cittadini che invece si aspettavano di vedere la mia presenza. Ma io ero in Comune a fare il sindaco».

Si è sentita tradita da qualcuno?

«Io sono sempre stata fuori dagli schemi perché sono una persona che ha un modo di ragionare particolare. Sono fuori dalle lobby, non sono manovrabile. Ho proceduto sempre in maniera autonoma e questo non è mai stato tollerato dalla parte politica. Mi hanno sempre subìta perché avevo un alto consenso dei cittadini sin da quando sono arrivata, anche quando ero all’opposizione. Per questo ho avuto problemi con Adriano Bertaggia (ex consigliere di opposizione). Sono dovuta andare alle primarie nel 2011 con 5 candidati, di cui 2 del Pd. Ho governato, ho fatto le primarie nuovamente e le ho vinte. Sono una figura difficile da gestire e il sistema intorno a me si è organizzato. Hanno provato in tutti modi a eliminarmi. Dovevo stare meno dietro alla politica e stare più vicina ai cittadini. Quella era la mia forza. Non l’ho fatto e ho sbagliato. Dovevo stare meno dietro al partito ed essere più quello per cui sono nata, l’espressione dei loro problemi. Questo non l’ho fatto schiacciandomi su una posizione politica che non mi ha mai voluta».

Si è sentita sostenuta dal Pd?

«Io e il Pd abbiamo avuto sempre un rapporto conflittuale. Io sono sempre stata fuori dal sistema. Non rientravo nei canoni dei dirigenti, non sono mai riuscita ad entrare, per colpa mia, in certi schemi. Il segretario provinciale è stato presente, le segretarie del territorio sono state presenti però non sono mai stata la vera espressione del Pd. E non ne ho mai capito il perché. C’è sempre stato un qualcosa che non ha permesso che io fossi accettata. Il Pd forse avrebbe potuto fare di più per Orbetello: fisicamente c’è stato però poteva muovere più leve».

È fallito il progetto Paffetti?

«Sì, abbiamo perso. Il progetto che noi abbiamo portato ai cittadini è fallito. Io sono sempre stata un ingombro politico».

Crede di aver pagato l’alleanza con Sel e Nuovo Millennio?

«Questo non credo. Abbiamo pagato le divisioni interne, le lotte intestine. Il problema sono stati coloro che ci hanno obbligato a fare le primarie (il riferimento è ai Moderati, ndr). Ci hanno fatto perdere tempo. Ci hanno minacciato di far cadere l’amministrazione e poi non hanno partecipato alla campagna elettorale, nonostante facessero parte della coalizione».

Perché non ha chiamato Andrea Casamenti dopo la vittoria?

«Ho scritto un post su Facebook, non avevo altro da dirgli. Mi ha trattato malissimo per 5 anni. In consiglio comunale gli farò i complimenti. Altro non gli devo dire. Non amo la falsa politica. Lo rispetto perché è anche il mio sindaco ma non ho altro da dirgli. Spero faccia bene per Orbetello. Io ora sono una cittadina di Orbetello».

Hanno chiesto le sue dimissioni. Che farà?

«Sono stata votata e con quei voti ora sono all’opposizione. E lì sarò. Ho ricevuto telefonate di persone che vogliono che rimanga a fare il capogruppo d’opposizione. Non accetto che chi ha agito contro di noi e non ha fatto nulla per il centro sinistra ora chieda le mie dimissioni. Hanno agito contro di me. Rimarrò lì per onorare i voto dei cittadini che mi hanno dato fiducia».

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