Finanza
Storia a lieto fine, Mazzini è tornato
I repubblicani vincono la loro battaglia per riportare in piazza Eroe dei due Mondi la targa del celebre patriota
ORBETELLO. «Mazzini è tornato al suo posto». È stata riposizionata sotto la statua di Giuseppe Garibaldi - nella Torre dell’orologio in piazza Eroe dei due mondi a Orbetello, nei primi giorni di giugno - la targa dedicata a Giuseppe Mazzini.
La targa ha sostituito la lapide che era stata tolta in occasione della fine dei lavori di restauro della Torre che si erano conclusi con l’apertura di un arco. La rimozione della lapide che ora è stata collocata sulla facciata del palazzo comunale, in piazza del Plebiscito, aveva fatto andare su tutte le furie i repubblicani di Orbetello. Uno di loro, Gastone Rossi, aveva espresso pubblicamente tutto il suo disappunto ancora prima che i lavori di apertura dell’arco iniziassero.
L’idea di togliere la lapide era stata dell’allora assessore ai lavori pubblici Mario Chiavetta.
Rossi si scagliò contro l’assessore sin da subito definendo l’intervento «uno sfregio alla volontà degli orbetellani e uno sfregio alla nostra storia nazionale». Per Gastone Rossi, repubblicano doc, la lapide non doveva essere toccata.
«Dove fu posta deve rimanere - aveva detto a suo tempo». Secondo lui, a giustificazione del fatto che tutto dovesse rimanere inalterato, c’erano antichi documenti: una cessione gratuita della statua di Garibaldi e della lapide di Mazzini al municipio di Orbetello da parte della società operaia orbetellana dell’epoca (siamo nel maggio del 1888). Chiavetta però andò avanti nel suo proposito cercando di arrivare a un compromesso con i repubblicani. L’arco veniva aperto, la lapide rimossa e ricollocata altrove in modo che rimanesse come testimonianza e sotto Garibaldi sarebbe arrivata una targa in bronzo come in origine. Così è stato fatto nei giorni scorsi.
«La battaglia condotta dai repubblicani per il rispetto della storia e del padre della Patria, Giuseppe Mazzini, si è felicemente conclusa - dice esultante Rossi - L’epigrafe di Bovio in bronzo sotto il monumento a Garibaldi e la collocazione della storica lapide in marmo sulla facciata del Comune ne sono la riprova».
Rossi ha condotto la sua battaglia col sostegno di due amici, Walter De Santis, fino a poche ore fa consigliere del gruppo misto, e Alfredo Velasco, fresco consigliere di opposizione. Rossi ha però un rammarico. «Altri immemori come un ex sindaco repubblicano (Alessandro Fommei ndc) non hanno speso - conclude - neanche un fiato. Abbiamo però trovato conforto in Chiavetta al quale va il ringraziamento per l'impegno assolto».
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