Attenzione
Massa città della fotografia Ecco la proposta del Comune
Dopo l’uscita degli organizzatori del festival, l’amministrazione pensa a nuovi progetti Gli workshop daranno più spazio ai giovani: si punta anche sulla formazione professionale
MASSA MARITTIMA. Prima di tutto la proposta: l’arte fotografica troverà casa a Massa Marittima per tutto l’anno, non più soltanto d’estate. Poi la replica, partendo dal fatto che non è stato scavalcato nessuno nell’organizzazione del festival. Anzi, gli ex incaricati sono stati contattati per tempo, ma dopo le vicende che si sono susseguite nel corso degli ultimi mesi (prima su tutte la messa in liquidazione della società Amatur) l’amministrazione si è trovata costretta a mettere in piedi il Toscana Foto Festival con i tempi e i soldi che aveva a disposizione. Senza togliere che in cantiere ci sono anche diverse iniziative. Sono questi i punti della risposta del Comune di Massa Marittima alla petizione che ha iniziato a circolare sia sul web che in forma cartacea, “Salviamo il Festival”, lanciata dagli ex organizzatori Amatur che chiedono anche al maestro Franco Fontana, che ha rinunciato a dirigere l’edizione 2016, a portare avanti il percorso iniziato ventitré anni fa.
A rispondere alla petizione ci pensa l’assessore alla Cultura Marco Paperini, partendo dall’inizio della vicenda. «L’amministrazione comunale, nonostante stesse riflettendo su un’altra impostazione della kermesse fin da novembre scorso, ha infatti richiesto un progetto ad Amatur per l’edizione di quest’anno in data 29 febbraio, ricevendo una risposta di disponibilità, peraltro non corredata da un programma, solo il 1 maggio - spiega Paperini - Allo stesso modo è stato interpellato lo storico direttore artistico Franco Fontana, che ci ha comunicato tardivamente la sua rinuncia». Da qui subentra il sindaco Marcello Giuntini, che risponde alle accuse mosse nella petizione riguardo la chiusura della pagina facebook del festival, presa dai firmatari come simbolo del distacco dell’amministrazione rispetto alla kermesse. «Lo stesso è stato lasciato scadere da Amatur in quanto soggetto gestore e non dal Comune, mentre per la pagina facebook abbiamo dovuto fare una segnalazione al social, ottenendone la chiusura, perché i gestori delle edizioni precedenti non hanno voluto cedere al Comune le credenziali - spiega il primo cittadino massetano - L’amministrazione non ha dunque scavalcato né gli ex organizzatori né i professionisti che hanno lavorato negli anni al Toscana Foto Festival, ma viste le difficoltà logistiche ed economiche rilevate nelle ultime edizioni, che hanno portato ad Amatur consistenti perdite, abbiamo pensato di rivedere la logica con cui si svolge la manifestazione, superando una formula che, come evidenziato più volte dalla stessa Amatur era superata».
In questo modo il Comune, che si è ritrovato a organizzare il festival, ha gettato le basi per una forma nuova, che non restasse chiusa ai soli partecipanti dei workshop ma si aprisse a tutto il territorio. «Per questo - prosegue Paperini - è stato nuovamente coinvolto il Gruppo Fotografico di Massa Marittima, inventore del Toscana Foto Festival e pensati workshop che privilegino la partecipazione dei giovani, o per meglio dire dei nuovi artisti: l’intento è infatti quello di volgere l’attenzione alla formazione di professionalità non ancora emerse e non solo all’esibizione di opere di fotografi già affermati». Un’iniziativa si è già svolta con le performance del light painter Ivan Falardi, da cui verrà prodotta una mostra, in esposizione a luglio, che raffigurerà il nostro territorio e resterà di proprietà dell’amministrazione comunale. «In questo modo il festival potrà divenire patrimonio della popolazione ed offrire maggiore accoglienza e gradevolezza anche a chi entra a farne parte in occasione di mostre, workshop o altri progetti - conclude l’amministrazione - Vogliamo inoltre connotare la città, come un centro di formazione e promozione dell’arte fotografica non solo in luglio ma nel corso di tutto l’anno».
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