Il Tirreno

Grosseto

la protesta di paolo lecci

«Il Psi mi ha intralciato con una lettera ingiusta»

GROSSETO. Paolo Lecci è furibondo. Il presidente del consiglio comunale uscente, già esponente del Psi, candidato con Passione Grosseto (la lista civica ideata da Gianni Lamioni), è da sempre un...

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GROSSETO. Paolo Lecci è furibondo. Il presidente del consiglio comunale uscente, già esponente del Psi, candidato con Passione Grosseto (la lista civica ideata da Gianni Lamioni), è da sempre un campione di preferenze, ma stavolta - per un soffio - sarà costretto ad attendere il secondo turno per conoscere il suo destino. Entrerà in consiglio solo nel caso in cui a vincere sia Lorenzo Mascagni.

A intralciarne la corsa - lo rivela a chiare lettere - il suo ex partito, i socialisti. «Da un lato - attacca Lecci - sono soddisfatto del risultato personale che ho ottenuto e ringrazio tutti coloro che ancora una volta mi hanno dato fiducia. Sono tanti, oltre duecento. D’altro canto sono deluso dallo sforzo che è stato compiuto da parte dei compagni socialisti per ostacolarmi in ogni modo, quasi l’unico nemico fossi io, invece di Vivarelli Colonna o del Movimento 5 Stelle».

Lecci sventola tra le mani una lettera sgualcita, proposta da alcuni iscritti, avallata dal segretario del Psi Francesco Giorgi e inviata, prima delle elezioni, a centinaia di persone che ruotano intorno al partito. La missiva parla proprio di Lecci e recita così: «Ci giunge notizia che il signor Paolo Lecci, non più tesserato con il partito e candidato con una lista di centro (la civica Passione Grosseto - ndr), diffonde voci non piacevoli e non veritiere sul partito stesso e sui nostri candidati. Nel caso veniate contattati o avvicinati da codesto signore, si rende che noto che nelle ultime legislature lui ha più volte fatto il salto di parte politica, abbandonando quella con la quale aveva partecipato alle elezioni e tradendo il mandato degli elettori».

Il documento prosegue poi con l'invito a votare i candidati del Psi, «coinvolgendo parenti e amici» e a rivolgersi, per ogni dubbio, ai consiglieri comunali uscenti Francesco Giorgi e Maurizio Cossu, oppure al comitato composto da Roberta Ghidini, Giovanni Casciani e Filippo Andretta.

«Questa è una polpetta - spiega Paolo Lecci - ma gli è riuscita male, perché alla fine hanno dimezzato i voti di cinque anni fa e probabilmente saranno fuori dal consiglio. Ciò di cui mi accusano non è vero. Io ho fatto la mia campagna elettorale come sempre, tra gli amici, i conoscenti, le persone che mi stimano. Non ho marcato i candidati del Partito socialista, non ho fatto campagne contro. Non ho denigrato».

La speranza di Lecci è quella di poter coprire di nuovo l'incarico di presidente del consiglio, magari attraverso un accordo bipartisan.

A stretto giro di posta arriva la risposta di Francesco Giorgi, segretario provinciale del Psi: «Paolo Lecci non è iscritto al Psi da almeno due anni, da tempo immemore non partecipa alla vita di partito e ha sempre tenuto una posizione particolaristica, nonostante fosse stato eletto con il sostegno del Psi, che lo aveva indicato come presidente del consiglio comunale. Lecci ha deciso da tempo di percorrere una propria strada, politicamente autonoma. Ne abbiamo preso atto. Comunque tutta la nostra concentrazione adesso non è rivolta alle polemiche ma a sostenere Lorenzo Mascagni al ballottaggio, che è la cosa più importante per i veri socialisti grossetani».

Gabriele Baldanzi

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