Attenzione
Dallo spoglio al Viminale la lunga strada dei voti
GROSSETO. Si fa presto a dire: ti votano, ti eleggono. Tra la scheda che viene infilata nell’urna e la proclamazione degli eletti c’è una trafila di operazioni di conteggio e verbalizzazione affatto...
GROSSETO. Si fa presto a dire: ti votano, ti eleggono. Tra la scheda che viene infilata nell’urna e la proclamazione degli eletti c’è una trafila di operazioni di conteggio e verbalizzazione affatto semplici. Tanto più che lo spoglio avviene di notte, al termine di una giornata passata a porgere matita e schede, a leggere carte di identità e tessere elettorali, ad appuntarsi chi ha votato.
Funziona così. Alle 23 si chiudono i seggi. Se c’è qualche elettore ancora in fila ha diritto a votare, quindi non sempre lo spoglio inizia a quell’ora precisa. A volte capita che, prima del rush finale, presidente e scrutatori facciano una piccola pausa.
Quindi si parte. Uscito l’ultimo elettore, si sigillano le schede inutilizzate, una precauzione perché non finiscano nell’urna per mano di qualche malintenzionato. Poi si pulisce il banco dalla modulistica e si contano i votanti, divisi tra uomini e donne, per stabilire il quorum. Il numero viene subito trasmesso all’ufficio elettorale del Comune, che lo pubblico sul suo sito e lo gira alla Prefettura. La Prefettura lo invia in modo telematico al Viminale.
Anche i dati successivi fanno questo percorso.
Poi inizia lo spoglio vero e proprio. Le operazioni possono durare al massimo dodici ore. Se si inizia alle 23 di domenica sera, alle 11 di lunedì mattina bisogna aver finito.
Se la sezione non fa in tempo, il materiale passa all’ufficio centrale che procede, come si dice in gergo, “in sede surrogatoria” e completa le operazioni non ultimate.
È quello che è successo a Grosseto nel caso della sezione 50, dove per ritardi accumulati per il riconteggio dei votanti, gli scrutatori non hanno fatto in tempo a riportare le preferenze date ai candidati al consiglio nel verbale finale. Questa operazione è perciò toccata all’ufficio centrale elettorale presso il tribunale.
Va da sé che, essendo questa un’operazione “extra” rispetto alla norma, una sorta di correzione, i verbali da compilare sono un po’ più complicati. E perciò richiedono più tempo.
Ad ogni modo, una volta che le sezioni elettorali hanno finito lo spoglio, tutto il materiale viene raccolto in un sacco e portato, a mano dal presidente del seggio, all’ufficio elettorale comunale.
Da qui il risultato del voto di ciascuna sezione viene trasmesso, come già detto per quanto riguarda il numero dei votanti, all’ufficio elettorale della Prefettura, che lo invia al Viminale. I dati che compaiono sul sito del Ministero dell’Interno sono proprio questi. Gli stessi dati trasmessi alla Prefettura vengono anche inviati al Tribunale.
Nel frattempo anche il Comune può pubblicare i dati sul proprio sito web – il Comune di norma apre una sezione apposta per le consultazioni elettorali – che sono, tuttavia, ufficiosi, anche se pur sempre attendibili.
Francesca Ferri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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