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Acqua ai minimi Allarme per il lago di Poggio Perotto

di Andrea Capitani

MAGLIANO. «Il lago di Poggio Perotto è a rischio. Se non si interviene, è probabile una moria della fauna ittica e un’infezione delle acque fino a valle». Nel comune di Magliano c’è uno dei laghi più...

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MAGLIANO. «Il lago di Poggio Perotto è a rischio. Se non si interviene, è probabile una moria della fauna ittica e un’infezione delle acque fino a valle». Nel comune di Magliano c’è uno dei laghi più belli e grandi della Maremma, che ospita molte specie: carpe, persici, trote, triotti e alcune protette e rare, come il luccio italico e la tinca. Poi uccelli e altri animali.

Il grido d’allarme è di alcuni pescatori, gli “Amici del lago di Poggio Perotto”, gruppo nato su Facebook che conta più di 200 iscritti. I ragazzi sono preoccupati dal momento di crisi legato alla diminuzione del livello dell’acqua che, a loro avviso, potrebbe causare gravi problemi ai pesci del lago, meta di tanti amanti della pesca sportiva.

«Il grande bacino – dicono i pescatori – si trova in grave pericolo e questo paradiso sta per morire. Il livello dell’acqua è stato abbassato notevolmente; ora il punto più profondo è di sei metri di acqua quindi il fondale va da zero a sei metri concentrati nella zona vicina alla diga. Il lago potrebbe ospitare altri sei metri d’acqua, se non fosse per il fango, che mai è stato tolto insieme all’area di decantazione del limo a monte che mai è stata pulita, depositato nel fondale. Questo è diventato molto pericoloso perché privo di ossigeno ed è andato in putrefazione, portando già alla morte di decine e decine di alberi all’inizio del lago, dove avvenivano le maggiori nidificazioni dei volatili».

In questo periodo dell’anno il rischio diventa maggiore. «Nei primi di maggio il condotto – proseguono – utilizzato per innaffiare è stato aperto come ogni anno, quindi il livello delle acque continuerà a scendere finché non arriverà a quota 3-4 metri. Questo permetterà all’ossigeno di entrare in contatto con il fango e il limo dando vita a dei gas che faranno morire tutta la fauna ittica, creando infezioni di vario genere che a loro volta scenderanno a valle e sfoceranno in mare tramite l’Osa, facendo morire tutto ciò che incontrano. A marzo sono stati avvertiti gli organi competenti, adottando varie soluzioni ma senza risultati. Rimane soltanto giugno per salvare il nostro amato lago».

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