Gioco
Voto disgiunto e conteggi lumaca: preferenze al palo alla sezione 50
Polemiche per i ritardi nella pubblicazione dei risultati del seggio di via Portogallo. La Prefettura convoca una riunione
GROSSETO. Cartoni vuoti della pizza, bottigliette d’acqua scolate e un numero imprecisato di bicchieri con fondi di caffè. Sono passate le 13 di lunedì quando si spegne il neon nella sezione elettorale di via De’ Barberi. L’ultima a smontare il seggio. Ironia della sorte, è la numero 1 delle 76 aperte a Grosseto e frazioni.
«Non siamo però gli ultimi ad aver consegnato», dicono gli scrutatori, stanchi, ma rincuorati dalla prospettiva di una dormita dopo 33 ore senza sono. L’ultima sezione i cui dati sono arrivati alla Prefettura è, infatti, quella di via Portogallo, la 50. In ritardo e in completi. E a Grosseto lo spoglio elettorale diventa un caso.
Il ritardo della 50 è stato causato dal riconteggio, durato 3 ore, resosi necessario quando gli scrutatori si sono accorti che due elettrici non erano state registrate. Perciò fino a dopo pranzo della sezione 50 non c’era ancora il dato definitivo sul sindaco. Alla fine, poi, quando i verbali sono arrivati in Comune, l’ufficio elettorale si è accorto che non vi erano le preferenze per i candidati al consiglio. Ieri pomeriggio in Prefettura si è tenuta una riunione sulla sezione 50. Le schede in questi casi sono ricontate dal tribunale, cui il Comune consegna i plichi. Probabilmente la comunicazione ufficiale ci sarà oggi.
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Al di là della 50, tantissime sezioni sono andate a rilento. Per tutta la notte i grossetani hanno aspettato i risultati, ma ieri alle 12 mancava ancora all’appello una mezza dozzina di seggi. Perché? «Quella delle 23 è una chiusura teorica», spiega Umberto Donnarumma, coordinatore dell’ufficio elettorale della Prefettura, che fa capo alla viceprefetto Maria Paola Corritore. «Se c’è ancora gente al seggio in fila, deve poter votare. Poi c’è il post scrutinio: si sigillano le schede inutilizzate, si pulisce il banco dai moduli, si contano i votanti per stabilire il quorum. Magari gli scrutatori fanno una pausa. Il telefono, comunque, qui domenica sera scottava dalle tante telefonate di elettori che protestavano». Nella notte si è intessuta una fitta rete di telefonate tra Prefettura e Comune, a sua volta raggiunto da molte chiamate dai seggi per chiarimenti sull’interpretazione delle schede.
Il collo d’oca è stato in particolare il voto disgiunto. «È stato il problema più diffuso», spiega Sebastiano Venier, coordinatore della lista Vivarelli Colonna sindaco. «Nella maggior parte dei casi è bastata una telefonata all’ufficio elettorale per sciogliere i dubbi, ma è capitato che un presidente di seggio si sia rifiutato di telefonare. Si sono passati 40 minuti a discutere. Diversi nostri candidati lamentano assenza di voti sicuri, ma non sono numeri tali da fare il riconteggio». «La scheda, col nome del sindaco scritto piccolo in alto invece che a lato, ha tratto in errore molti che non hanno fatto la croce sul nome del sindaco», spiega Marco Simiani, segretario provinciale del Pd. Giacomo Gori, candidato sindaco del M5s, parla di caos e di voti persi pari all’1,5 %, ma anche lui rinuncerà al riconteggio.
Ieri si sono rincorse voci dai toni fantozziani: in un seggio sarebbe stato annullato l’80% delle schede per errori col voto disgiunto. «Non mi risulta – dice l’assessore agli Affari generali Arsenio Carosi – ma è vero che ci sono stati problemi con il disgiunto». Anche il conteggio dei consiglieri maschi e femmine ha rallentato la conta: molti, infatti, hanno indicato solo il cognome e agli scrutatori è toccato spulciare tutti gli oltre 500 nomi dei candidati.
Il ritardo, oltre a mettere a dura prova i nervi, diventa un problema se supera le 12 ore dall’inizio dello spoglio. In questo caso le operazioni le completa il tribunale e la Prefettura potrebbe mandare gli ispettori.
Un dato tra tutti indica che qualcosa non è andato per il verso giusto: il numero impressionante di schede nulle cioè 1.208, il 2,75%. Possibile tanti elettori abbiano voluto annullare la scheda? Più probabile che si siano sbagliati.
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