Sicurezza
Spacca una porta del carcere
Aveva accusato due agenti della penitenziaria di averlo picchiato
MASSA MARITTIMA. Non aveva ricevuto un vaglia postale che sarebbe dovuto arrivare in quei giorni al carcere di Massa Marittima e questo ritardo non gli era proprio andato giù. Tanto che aveva spaccato la porta di una sezione del carcere, la Omega.
Lazzaro Piscitelli, 52 anni di San Felice a Cancello, difeso dall’avvocato Alessandro Oneto, è stato rinviato a giudizio per i reati di danneggiamento aggravato e reiterato e calunnia.
Era il 2 dicembre 2013 quando Piscitelli ha perso le staffe nel carcere di Massa Marittima: l’uomo dapprima ha spaccato la porta blindata della sala ricreativa che si trova nella sezione Omega della struttura, danneggiandone il sistema di chiusura e rendendola inservibile. Poi, una volta rimesso nella sua cella, con il sangue che usciva dalla ferita che si era procurato durante il danneggiamento alla mano sinistra, ha imbrattato tutti i muri.
Gli uomini della penitenziaria riuscirono a farlo calmare ma l’uomo, una volta medicato, decise di presentare un esposto alla Procura e al ministro della Giustizia raccontando di essere stato picchiato da tre guardie carcerarie. Durante il danneggiamento della porta, l’uomo si era procurato solo ferite superficiali, qualche escoriazione. Ma anche al medico del carcere, aveva detto che la contusione al ginocchio destro e alla mano destra, che si era procurato da solo, in realtà erano state opera degli agenti che lo avevano spintonato.
Il gup Valeria Montesarchio ha deciso di rinviarlo a giudizio. (f.g.)
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