Il Tirreno

Grosseto

L’infinita attesa nelle sedi tra speranze e scaramanzia

L’infinita attesa nelle sedi tra speranze e scaramanzia

I candidati nei loro comitati: Vivarelli Colonna subito ottimista, Mascagni si fa aspettare, Ceciarini teme il voto utile. Gori preferisce stare a casa

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GROSSETO. Su una cosa ancora ieri mattina tutti i candidati sembravano perfettamente d’accordo: al di là delle spavalderie e delle scaramanzie di rito, l’unica certezza era che quella tra ieri e oggi sarebbe stata una notte molto lunga. Una notte di attesa da trascorrere attaccati al computer, al tablet o alla tv nella speranza che il lavoro degli scrutatori procedesse spedito per avere un quadro chiaro della situazione quanto prima.

Un’attesa da consumarsi con le persone più fidate, tanto che nella sala del consiglio comunale – allestita con maxischermo con l’aggiornamento in tempo reale dei numeri – alle ventitré non si vede nessun volto noto della politica: solo una folla di telecamere e microfoni con relativi giornalisti e cameramen, oltre all’assessore competente Arsenio Carosi incaricato di fare gli onori di casa.

Il più prudente è senz’altro Giacomo Gori, del Movimento Cinque Stelle. Sin da subito Gori fa sapere che, dalle ventitré di domenica 5 giugno si “ritirerà” in casa (o comunque in altro luogo che deve rimanere sconosciuto ai giornalisti) circondato solo da uno sparutissimo drappello di fedelissimi tra i quali l’annunciato vicesindaco Claudio Fiori; e che rilascerà dichiarazioni soltanto quando l’esito del voto avrà preso una direzione inequivocabile. Insomma, solo con i risultati ufficiali in mano.

Lorenzo Mascagni, candidato di Noi per Grosseto, inizialmente annuncia che aspetterà nella sede del suo comitato elettorale. A mezzanotte però in via Oberdan ci sono Leonardo Marras, Giancarlo Tei e Antonella Goretti, ma non l’aspirante sindaco: «Ha detto che arriverà tardi», spiegano dal comitato, «per scaramanzia».

A poche decine di metri di distanza, invece, Massimo Ceciarini – candidato di Insieme, a Sinistra – è nella sede del suo comitato elettorale attaccato al computer. «È presto – si limita a commentare – Temiamo possa aver prevalso il voto utile, che può penalizzare noi forze nuove. Ma stiamo a vedere».

Il segretario comunale e quello provinciale del Pd, Saimo Biliotti e Marco Simiani, presidiano la sede del partito in via Svizzera. Anche qui i dati affluiscono con grande lentezza, benché veicolati dai rappresentanti di lista ai seggi ancor prima che dalle comunicazioni ufficiali dell’ufficio elettorale.

Non rinuncia alla sua sede elettorale neppure Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che intorno a mezzanotte si presenta in via Aurelia Nord quando ancora i risultati sono semplici profezie.

A differenza di tutti gli altri però il candidato del centrodestra – ancor prima di avere tra le mani i voti ufficiali – ostenta sicurezza. Ci crede. «Stiamo andando bene – dice senza perdere per un istante il suo sorriso – siamo avanti al Pd in tutte le sezioni, ma è ancora presto».

Grande fiducia, insomma, ma con i piedi sempre ben saldi per terra. Antonfrancesco Vivarelli Colonna indossa pantaloncini corti ed è quasi impossibile schiodare i suoi occhi dal personal computer. Alla domanda se ritiene di poter riuscire a evitare il ballottaggio, in ogni caso, sfodera una buona dose di prudentissimo realismo: «Non credo».

Ottimismo e contenuto entusiasmo anche tra i big presenti nella sede del comitato di via Aurelia Nord, dove comunque non mancano anche volti di giovani meno conosciuti. Tra i presenti spiccano Mario Lolini e Luca Agresti, ma soprattutto Alessandro Antichi. Che fuma un sigaro toscano e aspetta. Sognando probabilmente di aver trovato, dopo tanto tempo, qualcuno in grado di ripetere il suo exploit, lontano ormai vent’anni.

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