Finanza
Cinque anni fa la “controsvolta”
Dal 1997 al 2011 un feudo berlusconiano. Poi il ribaltone a sorpresa
ORBETELLO. La politica in laguna negli ultimi vent’anni ha più volentieri navigato a dritta. Nel 1997 infatti il centrodestra – compatto a livello nazionale e nel pieno dello splendore berlusconiano – spezzò il tradizionale dominio “rosso” e poi governò ininterrottamente per tre mandati, fino al 2011.
Protagonista di quella svolta e di quella lunga stagione fu Rolando Di Vincenzo, l’uomo che nel 1997 appunto ottenne “il miracolo” di far vincere il centrodestra facendo di Orbetello una roccaforte all’apparenza inespugnabile, coccolata dai vertici nazionali dei partiti – da Forza Italia ad An – che guidavano la Casa delle Libertà. Orbetello era ritenuta una gemma politicamente preziosa, non solo perché a due passi da Roma e seconda residenza di molti leader, ma anche perché individuata come testa di ponte decisiva per l’invasione della Toscana rossa. Con Grosseto e Castiglione della Pescaia (anch’esse in quegli anni a guida Cdl), Orbetello era ritenuto nodo strategico per lo sbarco delle truppe berlusconiane: dalla costa per occupare Firenze, città simbolo del comunismo.
Non a caso dopo dieci anni, a sostituire il non più candidabile Di Vincenzo (due mandati), Berlusconi mandò un pezzo grosso, il più volte ministro Altero Matteoli. Matteoli vinse, ma probabilmente proprio quella scelta – un sindaco troppo impegnato in vicende nazionali per occuparsi a fondo della città – avviò lo sgretolamento del baluardo ritenuto inespugnabile.
Rolando Di Vincenzo nel 2011 si candidò convinto di poter proseguire la sua saga e invece fu battuto da una donna, una dottoressa che conduceva il centrosinistra unito al grido di “derolandizziamoci”.
Quella donna era Monica Paffetti, che sbaragliò a sorpresa “l’invincibile” Rolando. Il resto è storia di oggi.
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