Il Tirreno

Grosseto

Impronte digitali per incastrare i vandali

di Francesca Gori
Impronte digitali per incastrare i vandali

La scuola riaprirà regolarmente domani mattina: ieri il sopralluogo dei tecnici della Provincia, la scientifica va avanti

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GROSSETO. Pensavano forse che il loro gesto avrebbe fatto sospendere le lezioni per più giorni. E invece domani mattina si torna a scuola, per l’ultima settimana da dedicare ai libri prima delle vacanze estive. O forse si sono soltanto voluti divertire un paio d’ore, invece che andare al cinema o a mangiare una pizza. Ipotesi, solo queste possono essere formulate dalla preside del liceo delle scienze umane/linguistico Rosmini che giovedì mattina si è svegliato con le aule al primo piano e i corridoi ricoperti di schiuma. Qualcuno, durante la notte, era entrato nella scuola e ha svuotato tre estintori, senza però preoccuparsi di lasciare o meno tracce.

La polizia scientifica che due mattine fa si è occupata dei rilievi ha preso le impronte digitali lasciate sugli estintori e su altre attrezzature della scuola. Impronte che però potrebbe essere state “contaminate” da quelle del personale che due mattine sono entrate nella scuola.

Non sarà un lavoro facile quello degli uomini della questura. Nella scuola non ci sono telecamere di videosorveglianza e nemmeno all’esterno dei due lotti che costituiscono il Rosmini. E proprio su questo fronte, ieri mattina a scuola sono andati anche i tecnici della Provincia per un sopralluogo.

«Sono amareggiata - dice la preside Gloria Lamioni - perché nella mia scuola mai nessuno degli studenti ha manifestato disagi particolari. Credo che questo atto vandalico sia stato davvero il frutto della stupidità di qualcuno che non ha pensato alle conseguenze, che potevano essere gravi». Gloria Lamioni guida il liceo Rosmini da 15 anni e ha sotto di sé la responsabilità di 800 studenti. «Sono sempre stati tutti molto collaborativi - dice - ogni volta che sono andata in classe per chiedere loro qualcosa hanno sempre risposto con grande entusiasmo». E lo stesso hanno fatto giovedì mattina quando, al suono della campanella, si sono trovati con le aule e i corridoi pieni della schiuma degli estintori. «Gli insegnanti sono stati tutti collaborativi, esattamente come gli studenti - dice ancora Lamioni - ed è per questo che faccio davvero a capire il senso di questo gesto, sempre ammesso che un senso ce l’abbia davvero. Non so nemmeno se pensare che sia stato qualcuno che frequenta il nostro liceo o se questo atto vandalico va ascritto a ragazzi venuti da fuori».

Nella scuola è stata danneggiata anche la macchinetta per le merendine ma i soldi sono rimasti al loro posto. Di furti, al Rosmini, ce ne sono stati. Ma gli estintori svuotati, senza che venissero portati via i computer o altro materiale didattico di valore, raccontano un atto fatto con la leggerezza di chi forse nemmeno se ne rende conto.

«Quello che ho fatto per quindici anni - dice ancora la preside - è stato tutelare i miei studenti, che sono quasi tutti minorenni. Se chi ha svuotato gli estintori nella scuola lo ha fatto perché voleva saltare una lezione o un’interrogazione, sarebbe potuto restare a casa e dire che aveva la febbre. Danneggiare una scuola vuol dire danneggiare un’intera comunità».

È amareggiata Gloria Lamioni, ma è anche contenta della reazione di tutta la scuola: in una giornata i collaboratori scolastici hanno ripulito tutto. Senza perdere nemmeno un minuto, si sono dati da fare in quelle aule imbrattate dalla schiuma degli estintori e hanno sistemato la scuola in modo tale che domani mattina gli studenti possano rientrare in classe.

Ora la polizia sta analizzando le impronte che sono state lasciate sugli estintori e non è escluso che gli uomini della scientifica possano volerle confrontare con quelle degli studenti per scoprire chi abbia fatto quella bravata al liceo Rosmini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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