Sicurezza
Distretto sociosanitario unico Termine: «Servizi sul territorio»
La proposta del presidente della Società della salute delle Colline metallifere per gestire la riforma Bisogna passare da 34 strutture a un terzo entro fine mese, mantenendo i presìdi più piccoli
FOLLONICA. Le disposizioni sono chiare: entro il prossimo 30 giugno gli attuali trentaquattro distretti socio-sanitari devono essere ridotte di un terzo. Alla giunta regionale, d’accordo con i sindaci, la decisione su come ridisegnare queste zone, accorpando o cancellando quelle già esistenti.
Un percorso già segnato, in cui anche la Maremma ha una sua proposta. «Se i distretti devono essere accorpati, la via più logica è mettere insieme Colline Metallifere, Amiata e Area grossetana. E il modello di gestione non può essere altro che la Società della salute, peraltro già presente nelle tre zone socio-sanitarie con risultati significativi in termini di assistenza e servizi». Unire i distretti maremmani e farne un’unica Società della Salute: è questa la posizione messa nero su bianco dai sindaci della zona nord della Maremma, che nei giorni scorsi hanno redatto un documento unitario da inviare alla giunta regionale guidata dal governatore Enrico Rossi.
«L’obiettivo contenuto nella nostra proposta - spiega il presidente della SdS Colline Metallifere nonché sindaco di Monterotondo Marittimo Giacomo Termine - è migliorare ulteriormente i servizi ai cittadini, mettendo insieme le diverse esperienze delle tre SdS, valorizzandone i risultati positivi e lavorando per abbattere le criticità. La gestione associata dei servizi, infatti, consente di risparmiare e ottimizzare le risorse, garantendo equità nell’offerta socio-assistenziale, soprattutto dove si registrano i bisogni maggiori, nella cronicità e nella gestione delle persone fragili».
L’unione delle tre zone, diverse per numero di abitanti, territorio e caratteristiche di salute, dovrà partire dai Patti territoriali già discussi e condivisi con l’Asl, approvati e rinnovati nel 2013.
«È chiaro che verranno rivisti e dovranno integrarsi anche alla luce del diverso assetto della rete ospedaliera - continua Termine - che vede tre presidi, di cui uno (il Misericordia) di livello provinciale, insistere nella stessa zona socio-sanitaria. Del resto l’integrazione tra gli ospedali, i progetti del focused hospital con il decentramento di alcune specialità verso le strutture periferiche, la riqualificazione dei piccoli presidi territoriali è la linea percorsa dalla nuova direzione aziendale e condivisa con gli amministratori locali».
Il presidente della Sds dà garanzie anche per il suo territorio di riferimento.
«Così come lavoreremo per ottimizzare ulteriormente la continuità ospedale-territorio, che vede le Colline Metallifere in posizione di eccellenza in Toscana, per rafforzare i servizi territoriali con la realizzazione dei progetti contenuti nei patti (case della salute, ospedale di comunità, ruolo delle Aggregazioni funzionali territoriali, ndr)» spiega Termine.
Infine, un elemento che i sindaci della zona nord ritengono imprescindibile è la governance complessiva che richiederà un grande sforzo di programmazione, affinché i territori più piccoli siano rappresentati nella stessa misura dei più grandi. «Nessuno deve essere fagocitato e per questo proponiamo di utilizzare il numero dei consiglieri come criterio di rappresentanza», spiega Termine che conclude guardando ancora oltre la Zona socio-sanitaria e lanciando una proposta di più ampio respiro: l’ambito di programmazione, cioè, non potrà essere in futuro solo quello della Zona distretto, «ma dovrà guardare ai territori limitrofi che hanno caratteristiche molto simili tra loro, come ad esempio la Val di Cornia, l’alta Val di Cecina, l’Amiata senese».
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