Il Tirreno

Grosseto

Cna: «Stato di crisi può tornare utile»

di Fiora Bonelli
Cna: «Stato di crisi può tornare utile»

Aziende artigiane calate del 12,24%, fidi dimezzati in 6 anni L’associazione punta a elaborare un protocollo di intesa

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CASTEL DEL PIANO. È di pochi giorni fa la notizia che la Regione Toscana ha individuato l’Amiata “area interessata a fenomeni di crisi socio economica”. E difatti i segni di crisi ci sono. Lo vergano, nero su bianco, i vertici della Cna zona Amiata, che forniscono i numeri.

«Le aziende artigiane nel versante grossetano sono passate tra il 2009 ed il 2015 da 621 a 545 con un calo del 12,24 per cento – spiega la Cna –. Il fatturato complessivo è, da anni, in costante contrazione, soprattutto nel settore delle costruzioni».

La popolazione stessa è in costante calo ridotta a fine 2015 (incluso Cinigiano e nonostante l’afflusso di immigrati) a 18.772 abitanti ripartiti in otto comuni, subendo un ulteriore calo di 159 unità rispetto all’anno precedente. Ultimo, recente, dato negativo il credito. «Gli affidamenti concessi dal Confidi amiatino Caaf – spiega la Cna – sono passati dai 21,5 milioni di euro del 2009 ai poco più di 10 milioni del 2015, peraltro con un forte aumento delle sofferenze. È in questo quadro che la nostra organizzazione invoca da tempo un piano industriale per l’Amiata. La dichiarazione di area di crisi, con l’impegno della Regione potrebbe quindi tornare utile».

Eppure secondo la Cna gli sforzi non bastano a invertire la tendenza. «Occorre uno scatto in avanti – dice l’associazione – che veda Regione, Comuni, imprese, rappresentanze sociali individuare una serie di misure più incisive e maggiori risorse a disposizione. Per quanto ci riguarda, come organizzazione, riteniamo che due o tre siano le questioni che potrebbero davvero aiutare il sistema delle imprese locali: la viabilità e il credito, in primis».

Cna ricorda che nonostante i buoni propositi l’asse viario Santa Fiora-Paganico, interessato dagli interventi sul Cipressino, non accenna a sbloccarsi, con grave pregiudizio per tutta l’economia locale. «È perciò necessario che la Regione mantenga fede agli impegni assunti con gli enti locali nel protocollo 2015. Parimenti, il credito, che tramite il Confidi locale ha rappresentato per anni un punto di eccellenza, ora fatica a far fronte alle esigenze delle imprese».

E infine la geotermia, motore dell’Amiata secondo Renzi e Rossi. «È oramai acclarato – dice la Cna – che convivono due modelli di sviluppo. Uno, con Santa Fiora e Piancastagnaio, che individua nella geotermia una risorsa. L’altro, con i rimanenti Comuni, che punta su un modello alternativo difficilmente compatibile con lo sviluppo geotermico. Al riguardo valutiamo positivamente la proposta avanzata in consiglio regionale di un maggior coinvolgimento dei Comuni nel rilascio dei permessi di ricerca. Anche in questo caso diventa comunque necessario giungere a una sintesi definitiva che concili queste due esigenze a vantaggio dell’economia locale. L’importante, comunque, è mettere rapidamente intorno a un tavolo tutti i soggetti coinvolti ed elaborare quel protocollo di intesa che la Regione si è impegnata a sottoscrivere, assicurando le necessarie coperture finanziarie».

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