Sicurezza
Il nonno sconosciuto, innamorato ed eroico
Una famiglia a caccia delle proprie origini: a raccontare le gesta di Ferdinando ci pensa l’ex sindaco
CASTEL DEL PIANO. Ricostruire le origini. Nascere, crescere, invecchiare. E arrivare al punto in cui sapere da dove arriviamo diventa necessario, quasi un imperativo categorico. Cercare un nonno, ad esempio, avere la curiosità di sapere tutto della sua vita, di quello che fino ad allora era stato ignorato. E scoprire che il loro avo era di Castel del Piano.
Si sono arrampicati sull’Amiata per cercare le proprie radici, di una storia, quella di un nonno a loro sconosciuto. E hanno trovato un forziere di notizie.
Un piccolo gruppo di famiglia, “quelli di Porcino” (Castel del Piano è famoso per la sua mania di appioppare soprannomi) parenti fra di loro, Graziano, Bruno, Adriana, Mary, Roberta e Enzo, cercano da tempo di scoprire notizie di un nonno da loro per niente conosciuto e adesso sono arrivati a tirare le fila.
L’idea di andare a scoprire chi fosse questo nonno, è partita da Bruno Macchiavelli, un settantenne che adesso vive a Follonica, che, sollecitato anche da parenti residenti in Francia e da cugini nati in Argentina, che erano curiosi di conoscere chi fosse il loro avo, ha iniziato a muoversi per archivi e parrocchie.
Si sapevano poche cose, ma c’era un punto fermo: Castel del Piano.
Alla fine, proprio qui, hanno incontrato Alvaro Giannelli, autentico “ciolo” ed ex sindaco di Castel del Piano per due mandati, dal 1975 all’85, miniera di ricordi, diretti o ricevuti dai più vecchi, formidabile affabulatore, tanto che queste caratteristiche gli sono valse la stima e l’amicizia di Andrea Camilleri.
I protagonisti di questo semplice incontro, i discendenti di Ferdinando Macchiavelli, giunto a Castel del Piano a fine ’800, hanno appreso che il loro nonno abitò sempre nella stessa casa in via delle Chiese, nel centro storico, vicino alla chiesa del Santissimo Sacramento ed ebbe dalla moglie, Maria Concetta Pieri, dieci figli a cui vanno aggiunti numerosi fratelli di latte, dato che ella usava allattare altri bambini insieme con i propri. «Dopo l’ultimo figlio, nonna Maria - racconta Bruno - svolse il lavoro di balia lontano dal paese, nei pressi di Massa Carrara, con l’obbligo di non incontrare il marito per non correre il rischio di rimanere incinta e perdere il latte. Ferdinando affrontò per ben tre volte in un anno, un viaggio avventuroso, a piedi, su barrocci di fortuna e come clandestino sui treni merci, solo per incontrarla di nascosto nella chiesa del posto e subito ripartire. Questo commovente episodio fu ricordato da Alvaro nel consiglio comunale della terza Festa della Toscana, il 30 novembre 2002 e in seguito riportato nel suo libro Terra Mia», spiega Bruno Macchiavelli.
I nipoti di Ferdinando, dunque, sono venuti a sapere che a Castel del Piano il nonno era conosciuto quasi esclusivamente con il soprannome di “porcino”, forse perché piccolo di statura e bravissimo nel trovare i funghi.
Servizievole, buono, affabile e onesto, trasmise a tutti i suoi figli quelle sue riconosciute qualità. Si sa che faceva parte della Congregazione dei Rossi della Chiesa Piccina ma, riguardo alla sua provenienza, non si sa molto.
Ma si sa che la “gente di porcino”, è citata tra i ceppi storici e noti del paese di Castel del Piano. «Rovistando per archivi, alla ricerca della sua provenienza - racconta Bruno - ho trovato che forse era un esposto, a Vallerona, nel 1861. Ma non si sa perché poi sia arrivato a Castel del Piano e con chi. Ferdinando, dunque, probabilmente, era legato, in qualche modo, al gruppo dei Macchiavelli vissuto per almeno un secolo, tra il ’700 e l’800, nella zona compresa tra Rocchette di Fazio, Semproniano, Roccalbegna e Vallerona. Anche di questo gruppo familiare non si hanno notizie certe. Lacunosi i documenti comunali e quelli diocesani. Eventuali notizie sono legate solo a improbabili scoperte casuali che spero avvengano in un futuro prossimo».
I “porcini” di oggi, che hanno dato il via a questa ricerca si sono ritrovati ieri per un incontro conviviale con Alvaro che li ha condotti davanti alla antica casa del nonno Ferdinando, dove il gruppo ha posato per una foto ricordo.
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