Il Tirreno

Grosseto

Un asilo anche alla base del IV Stormo

di Pierluigi Sposato
Un asilo anche alla base del IV Stormo

L’annuncio è stato dato dal ministro Pinotti in città per la firma del Protocollo di valorizzazione di cinque edifici ex militari

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GROSSETO. Ci sarà un asilo in più, a breve, in città. Forse non da settembre ma sicuramente dal 2017. Sarà un asilo dedicato ai figli dei dipendenti dell’aeroporto Baccarini ma, se i posti non saranno coperti interamente, sarà aperto anche agli “esterni”.

Protocollo. L’annuncio lo ha dato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, intervenuta ieri per la firma del Protocollo con Comune di Grosseto e Agenzia del Demanio finalizzato alla valorizzazione delle (ex) strutture militari presenti in città. Quali? Gran parte della caserma Barbetti lungo via Senese, definita “compendio libero” a parte alcuni alloggi di servizio. Il complesso Vivarelli di via Mazzini: il Comune è interessato all’acquisizione di questo edificio parzialmente utilizzato dall’Esercito italiano. Il poligono del Tiro a segno: la struttura sportiva sarà collocata altrove. L’area logistica dell’Aeronautica militare a Marina di Grosseto: serve una variante urbanistica finalizzata all’eventuale gestione economica. L’edificio che ospita la caserma carabinieri di Marina di Grosseto: è di proprietà del Comune e potrebbe essere preso in considerazione per una permuta con la quale abbattere le spese di locazione passiva. Il protocollo prevede anche la creazione di un gruppo di lavoro trasversale che dovrà anche cercare soluzioni alle realtà più complesse. Tale gruppo dovrà riunirsi per la prima volta entro trenta giorni da ieri.

L’asilo nella base. «Vogliamo pensare anche al benessere del personale - ha detto il ministro - Al IV Stormo abbiamo già un progetto finanziato. L’idea nacque quando venni in vista qui come presidente della Commissione difesa e parlai con i Cobar del Savoia. Feci partire un progetto da 1 milione di euro, mentre adesso sono 12, per venire incontro alle esigenze di genitori che appartengono allo stesso corpo militare, con uno dei due spesso in missione all’estero. Daremo priorità al personale che lavora al IV Stormo ma l’asilo sarà aperto, se ci saranno posti disponibili».

Il progetto. Il comandante della base, il colonnello Enrico Pederzolli, ricorda a margine dell’incontro che di questo argomento la stessa Pinotti aveva parlato proprio con lui, nel settembre-ottobre 2014, durante una visita al Baccarini e al Cemivet: «Le rappresentammo anche questa tra le nostre esigenze e le dicemmo che stavamo studiando come recuperare, a basso costo, qualche edificio dismesso nelle nostre aree». Individuato e trovato: si tratta di locali nell’area del cosiddetto Villaggio Azzurro, a fianco dell’ingresso lungo la Castiglionese: «Vi si può entrare dall’interno come dall’esterno. Il progetto prevede un minimo di 40 bambini. E per completarlo abbiamo avuto un necessario confronto con gli uffici scolastici comunali, che ci hanno dato indicazioni sulle normative da rispettare. Io credo realisticamente che i lavori potrebbero iniziare alla fine del 2016 e che dal 2017 la struttura potrebbe essere operativa». E se il comandante, che rimane in carica per due anni, non potrà vedere la conclusione dei lavori, Pederzolli si dichiara felice di aver potuto dare avvio all’impresa.

Collaborazione. A proposito invece del Protocollo, il sindaco Emilio Bonifazi ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra gli enti per il perfezionamento di un iter tutt’altro che semplice e la necessità di predisporre varianti adeguate per rendere più proficua la collaborazione in atto. Parole di apprezzamento da parte del direttore dell’Agenzia del Demanio, l’ingegner Roberto Reggi, che ha puntato l’attenzione sulle possibilità di lavoro e di sviluppo che derivano dall’accordo e sul felice esito avuto dalle trattative sui fari, ad esempio. Perché in casi come questi «ci sono vantaggi per tutti, per lo Stato, per le Regioni, per i Comuni». L’elemento positivo di ritorno per tutti coloro che sono interessati è un incentivo.

«Valore patriottico». Pinotti, nel ringraziare tutte le «autorità di sicurezza» presenti nella sala consiliare (e anche l’onorevole Luca Sani, come già fatto poco prima da Bonifazi) e nel sottolineare l’interazione tra forze armate e territorio maremmano, ha rivendicato l’impulso da lei dato al riutilizzo degli immobili militari non più necessari: «Dismettere ha un valore patriottico», ha ricordato di aver detto a suo tempo, perché è assurdo lasciare vuoti immobili anche di considerevoli dimensioni. E per questo motivo aveva incaricato due alti ufficiali sui collaboratori, presenti ieri a Grosseto, di pensare a questo aspetto, che certamente non è proprio dei compiti del ministero. Adesso la parola spetta al mercato, chiaramente una volta che il Comune avrà adottato gli strumenti urbanistici di destinazione. Anche, come prevede l’articolo 5 del protocollo firmato ieri mattina, «attraverso la sottoscrizione di un accordo di programma». Perché occorre creare un prodotto “appetibile” per poter creare aspettative.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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