Sicurezza
Iene maremmane nei guai Prima i video, ora le denunce
Dopo l’allarme per il petrolio a Marina di Grosseto sono partite le querele Accusati anche di oltraggio alle forze dell’ordine: avevano parlato di corruzione
GROSSETO. Le denunce che erano state annunciate sono arrivate. Le “Iene maremmane”, ovvero Lorenzo Manchineschi e David Rossi, che avevano pubblicato due distinti video sul loro profilo Facebook, uno sullo sversamento di sabbia a Marina di Grosseto e un altro nel quale un ragazzino camuffato diceva che le forze dell’ordine sarebbero corrotte, sono stati convocati dalla polizia postale che ha denunciato i due. Oltraggio a tre corpi, in questo ultimo caso, l’ipotesi di reato contestato al quale si aggiunge la denuncia del presidente del porto Luciano Serra per calunnia e diffamazione. A queste potrebbe anche aggiungersi l’accusa di procurato allarme.
Sono stati Mancineschi e Rossi a scriverlo due giorni fa sul loro profilo Facebook, con tanto di selfie scattato davanti alla porta della sede della polizia postale.
«Felici di essere stati convocati dalla Polizia Postale...vi Lovviamo - scrivono - un saluto a Stefano Niccoli che manco il caffè ci ha offerto... (scherziamo)», si leggeva sulla loro pagina Facebook. Ma l’invito che l’ispettore superiore Stefano Niccoli, capo della polizia postale di Grosseto, aveva rivolto ai due, non era un invito né di cortesia né di piacere, ma un appuntamento per notificare le due denunce che sono state presentate nei confronti di Mancineschi e Rossi.
La prima è partita dopo la pubblicazione del video choc che ha fatto il giro della rete sullo sversamento di sabbia sulla spiaggia di Marina di Grosseto. La “soffiona”, nei giorni a ridosso del 25 aprile, stava riversando sull’arenile a due passi dall’imboccatura del porto di San Rocco, la sabbia che era stata tolta dal fondale. Un’operazione che si ripete ogni anno e che è stata monitorata dall’Arpat e dagli organi competenti.
È stato il presidente del porto di San Rocco, l’avvocato Luciano Serra a presentare la prima denuncia nei confronti delle due “Iene maremmane”, dopo la pubblicazione del video. Le accuse dovranno essere ravvisate dal magistrato, ma l’avvocato Serra ha deciso di presentare querela per i reati di diffamazione, calunnia ed esercizio abusivo della professione giornalistica, oltre che per minacce e procurato allarme. Dopo la prima denuncia presentata da Serra, sulla scrivania dell’ispettore superiore Stefano Niccoli ne è arrivata anche un’altra: una segnalazione presentata da un cittadino che aveva inviato un video pubblicato sul loro profilo anche alla Procura della Repubblica.
Nel video, Mancineschi faceva parlare un minorenne di quello che succede la notte in città. Un racconto che tutti i grossetani conoscono a memoria. Ma a un certo punto, nel video, c’è un passaggio che non è passato inosservato: l’adolescente dice di sapere che poliziotti, carabinieri e finanzieri prenderebbero soldi dagli spacciatori per essere lasciati stare. Parole che sono arrivate dritte in Questura e nella caserma dei carabinieri e della guardia di finanza.
Due giorni fa, Mancineschi e Rossi sono stati convocati dalla polizia postale: di fronte alle due denunce non avrebbero fatto marcia indietro, sostenendo che la loro denuncia sullo sversamento di Marina, almeno, era servita a qualcosa.
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