Il Tirreno

Grosseto

Fazzi lascia il Far e bacchetta i sindaci

Fazzi lascia il Far e bacchetta i sindaci

Il consigliere dimissionario lancia un accorato appello: «Usate l’unica leva che porta soldi sull’Amiata»

3 MINUTI DI LETTURA





MONTICELLO AMIATA. Lorenzo Fazzi, presidente dell’associazione castagna Igp Amiata grossetana esce, presentando le sue dimissioni, dal consiglio del Gal (Gruppo di azione locale) Far Maremma. Dopo il casteldelpianese Franco Ulivieri che ha lasciato la carica di presidente poco tempo fa, adesso è la volta del monticellese Lorenzo Fazzi.

Fazzi rappresentava nel Far (Fabbrica ambiente rurale) Maremma le associazioni e le piccole produzioni di qualità di tutto il territorio rurale; dagli anni 2000, e per tre legislature, è stato consigliere. Spiega la motivazione delle dimissioni: «Sto seguendo – dice – la nascita della cooperativa dei produttori di castagne e una coop di giovani imprenditori aperta da poco; ipotizzo di seguirne anche una terza realtà cooperativa che riguarderà i terreni incolti. Con questi ruoli non sarei incompatibile, ma mi pare opportuno lasciare. Lascio una carica per la quale non esiste alcun compenso ma comporta molte responsabilità. Ho seguito fin qui la fase di ricapitalizzazione del Far Maremma, entrata in crisi per mancanza di programmazione regionale ed europea. Adesso la ricapitalizzazione si sta concludendo. Mi auguro – aggiunge – che tutti gli enti pubblici mantengano gli impegni presi, perchè credo che sia arrivato il momento di capire quale importante strumento si ha in mano. Con l’impegno di poche centinaia di euro per i comuni, sono arrivati in provincia quattro milioni di euro di investimenti pubblici e due milioni per i privati. La prossima programmazione sarà di dieci milioni di euro. Mi auguro che i privati e gli enti pubblici, che fin qui sono stati poco attenti allo strumento che avevano in mano, possano acquisire quote che permettano la sopravvivenza della società che è strategica per il territorio».

Andando via, si leva qualche sassolino dalla scarpa, segnalando che gli enti pubblici sono stati tiepidi a prendere coscienza di avere a disposizione un forziere che non sanno aprire. «Bisogna stare dentro a questa società – dice – per poter dettare le linee. Non sempre è accaduto e invece si poteva fare qualche riflessione in più: il Far Maremma è l’unica società, al momento, in grado di riportare anche in Amiata i soldi europei. Non è dunque il caso di abbandonare la nave».

Il Far Maremma è un gruppo di azione locale (Gal) composto da soggetti pubblici e privati, nato per favorire lo sviluppo locale di un’area rurale, e per gestire i contributi finanziari erogati dall’Unione europea e dal Fondo europeo agricolo, nell’ambito di un programma d’iniziativa comunitaria. È uno strumento di programmazione, che riunisce tutti i potenziali attori dello sviluppo ed è capace di intercettare i fondi messi a disposizione dall’Europa.

«Qualcuno mi deve spiegare – conclude Fazzi – quale investimento migliore di questo a costi risibili ci sia. Con poche centinaia di euro saremmo in grado, se lo volessimo, di portare in montagna un vero tesoro. Basta volerlo e saperlo fare. Basta voler stare dentro, ma davvero, a questo potente strumento finanziario».

Fiora Bonelli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze