Gioco
Collezione Luzzetti, parla il nipote del collezionista: «Mio zio è disponibile»
Torna in auge il progetto di dare una maison grossetana al tesoro di testi ed opere pittoriche del signore degli antiquari che vive nella favolosa casa-museo di Borgo San Jacopo a Firenze
GROSSETO. Il principe degli antiquari Gianfranco Luzzetti è ancora intenzionato a donare a Grosseto il suo tesoro di testi e opere di grandissimo pregio. Parola di suo nipote, il figlio della sorella del collezionista d’arte, ovvero Luca Urbani, candidato e portavoce della lista “Insieme, a Sinistra” che ha messo in pista, nella corsa a Palazzo civico, Massimo Ceciarini. L’idea della Collezione Luzzetti in seno alla città, con questo legame di sangue, sembra insomma quasi realizzabile.
Ricordate come era andata? Dopo un estenuante tira-e-molla durato anni, il sindaco Emilio Bonifazi disse “stop”; aveva proposto al Mecenate la location delle Clarisse per i suoi tesori, ma al collezionista, quell’offerta, era sembrata un ultimatum. Da qui le posizioni si allontanarono e ciascuno sembrò voltare le spalle all’altro. Nulla di fatto.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:foto-e-video:1.10793123:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/foto-e-video/2015/02/03/fotogalleria/ecco-i-capolavori-della-collezione-luzzetti-1.10793123]]
Oggi l’idea di una maison grossetana per la Collezione Luzzetti – che consta di 4.500 testi e più di un centinaio di opere di Pinturicchio, Botticelli, Della Robbia, “Cigoli”, Allori... – torna più forte di prima. A rilanciare il progetto – nella sede del quartier generale di Ceciarini – è Luca Urbani. «La disponibilità di Luzzetti c’è» comunica subito il portavoce della lista. Gli chiediamo se ne sia certo – dopo quanto in passato è accaduto – e se abbia avuto l’opportunità di tastare direttamente il polso del collezionista, che vive in una straordinaria casa-museo, a Borgo San Jacopo a Firenze, dove spesso è ospite il critico d’arte Vittorio Sgarbi, che a suo tempo si offrì persino di fare da paciere tra Bonifazi e Luzzetti. Dopo (non poche) insistenze, Urbani confessa: «Ne sono certo, l’ho sentito...del resto sono suo nipote». S’alza il velo dunque sulla nuova prospettiva della vexata quaestio.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:1.2337082:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2011/02/21/news/capolavori-in-cerca-del-museo-1.2337082]]
Con il senno di poi «la collocazione delle Clarisse non era adeguata – spiega Urbani – Le opere, che non sono solo pittoriche, necessitano di ampli spazi». Urbani dettaglia quella che potrebbe essere la location ideale. «Noi avremmo individuato Palazzo Mensini – dice – ex sede del liceo classico e della Biblioteca Chelliana, tradizionalmente percepito dai grossetani come un luogo dedicato alla cultura».
Ebbene la proposta di Urbani è: la Collezione Luzzetti a Palazzo Mensini, previa adeguata ristrutturazione edilizia (e quindi, a sua volta, previo investimento finanziario). E si tratta di una proposta che, pur rientrando nel “comparto” cultura del programma elettorale messo a punto da “Insieme, a Sinistra”, Urbani intende presentare a chiunque siederà, sulla poltrona oggi occupata da Emilio Bonifazi. Tant’è che ha già pronta una raccolta firme da far partire: firmandola, un cittadino chiede al prossimo sindaco di «investire nella bellezza» e in particolare di individuare Palazzo Mensini come sede «definitiva della Collezione Luzzetti», oltreché «centro di promozione della cultura artistica», «luogo di eventi espositivi» e «di formazione e studio». Vedremo dunque se (anche) grazie d un legame parentale si riprenderà il bandolo della matassa per una dimora grossetana del tesoro Luzzetti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
