Il Tirreno

Grosseto

SORPRESA

Collezione Luzzetti, parla il nipote del collezionista: «Mio zio è disponibile»

di Giovanna Mezzana
Luca Urbani, nipote di Gianfranco Luzzetti
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Luca Urbani, nipote di Gianfranco Luzzetti

Torna in auge il progetto di dare una maison grossetana al tesoro di testi ed opere pittoriche del signore degli antiquari che vive nella favolosa casa-museo di  Borgo San Jacopo a Firenze

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GROSSETO. Il principe degli antiquari Gianfranco Luzzetti è ancora intenzionato a donare a Grosseto il suo tesoro di testi e opere di grandissimo pregio. Parola di suo nipote, il figlio della sorella del collezionista d’arte, ovvero Luca Urbani, candidato e portavoce della lista “Insieme, a Sinistra” che ha messo in pista, nella corsa a Palazzo civico, Massimo Ceciarini. L’idea della Collezione Luzzetti in seno alla città, con questo legame di sangue, sembra insomma quasi realizzabile.

Ricordate come era andata? Dopo un estenuante tira-e-molla durato anni, il sindaco Emilio Bonifazi disse “stop”; aveva proposto al Mecenate la location delle Clarisse per i suoi tesori, ma al collezionista, quell’offerta, era sembrata un ultimatum. Da qui le posizioni si allontanarono e ciascuno sembrò voltare le spalle all’altro. Nulla di fatto.

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Oggi l’idea di una maison grossetana per la Collezione Luzzetti – che consta di 4.500 testi e più di un centinaio di opere di Pinturicchio, Botticelli, Della Robbia, “Cigoli”, Allori... – torna più forte di prima. A rilanciare il progetto – nella sede del quartier generale di Ceciarini – è Luca Urbani. «La disponibilità di Luzzetti c’è» comunica subito il portavoce della lista. Gli chiediamo se ne sia certo – dopo quanto in passato è accaduto – e se abbia avuto l’opportunità di tastare direttamente il polso del collezionista, che vive in una straordinaria casa-museo, a Borgo San Jacopo a Firenze, dove spesso è ospite il critico d’arte Vittorio Sgarbi, che a suo tempo si offrì persino di fare da paciere tra Bonifazi e Luzzetti. Dopo (non poche) insistenze, Urbani confessa: «Ne sono certo, l’ho sentito...del resto sono suo nipote». S’alza il velo dunque sulla nuova prospettiva della vexata quaestio.

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Con il senno di poi «la collocazione delle Clarisse non era adeguata – spiega Urbani – Le opere, che non sono solo pittoriche, necessitano di ampli spazi». Urbani dettaglia quella che potrebbe essere la location ideale. «Noi avremmo individuato Palazzo Mensini – dice – ex sede del liceo classico e della Biblioteca Chelliana, tradizionalmente percepito dai grossetani come un luogo dedicato alla cultura».

Ebbene la proposta di Urbani è: la Collezione Luzzetti a Palazzo Mensini, previa adeguata ristrutturazione edilizia (e quindi, a sua volta, previo investimento finanziario). E si tratta di una proposta che, pur rientrando nel “comparto” cultura del programma elettorale messo a punto da “Insieme, a Sinistra”, Urbani intende presentare a chiunque siederà, sulla poltrona oggi occupata da Emilio Bonifazi. Tant’è che ha già pronta una raccolta firme da far partire: firmandola, un cittadino chiede al prossimo sindaco di «investire nella bellezza» e in particolare di individuare Palazzo Mensini come sede «definitiva della Collezione Luzzetti», oltreché «centro di promozione della cultura artistica», «luogo di eventi espositivi» e «di formazione e studio». Vedremo dunque se (anche) grazie d un legame parentale si riprenderà il bandolo della matassa per una dimora grossetana del tesoro Luzzetti.

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