Sicurezza
Addio a Barbetti, leader dei cacciatori
GROSSETO. Roberto Barbetti, 83 anni, è morto ieri a Grosseto, circondato dall’affetto dei suoi cari, la moglie Anna Maria Rossi, i figli Fabiana e Paolo. Questa mattina sono in programma i funerali,...
GROSSETO. Roberto Barbetti, 83 anni, è morto ieri a Grosseto, circondato dall’affetto dei suoi cari, la moglie Anna Maria Rossi, i figli Fabiana e Paolo. Questa mattina sono in programma i funerali, a Sterpeto, in forma religiosa.
Per oltre 20 anni Barbetti non è stato soltanto il presidente della Federcaccia, ma il volto che le tv nazionali e i giornali identificavano con la caccia e con la Maremma. Buona dialettica, carisma, capacità politiche, competenze tecniche in tema venatorio, ne hanno caratterizzato l'azione. Ferroviere in pensione, era riuscito negli anni a costruire un percorso nel mondo venatorio. Barbetti è stato un leader vero dei cacciatori maremmani, portando le istanze del territorio fino all’assemblea nazionale Fidc. Di lui si ricordano tante battaglie, alcune lungimiranti. Per esempio quella sulla gestione degli ambiti territoriali di caccia. Barbetti, 15 anni fa, già chiedeva l'istituzione di un unico Atc, a fronte dei tre esistenti. Epiche le sue battaglie con gli assessori di turno a Palazzo Aldobrandeschi, oppure certe polemiche con l'Arci Caccia. Più di recente era stato impegnato anche nella battaglia contro le discariche delle Strillaie, poco distanti dal Pianetto, località dove viveva, alle porte di Grosseto. Il cinghiale lo ha cacciato a lungo con la squadra di Piloni, una delle più prolifiche della Maremma. Barbetti era rimasto come presidente onorario, dopo l’avvento di Luciano Monaci: e ieri i vertici della Fidc c'erano tutti a salutare l'amico. Proprio Monaci, attraverso il nostro giornale, esprime le condoglianze e la vicinanza ai familiari. (g.b.)
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