Il dolore
San Martino immersa nelle erbacce
I residenti temono che con il caldo estivo le sterpaglie prendano fuoco. E un fico invade la carreggiata
GROSSETO. La frazione di San Martino è sepolta dalle erbacce cresciute prosperose ovunque: sul ponte del Diversivo e un po’ lungo tutto il tratto di Scansanese che attraversa l’abitato, sopra i canali di scolo dell’acqua piovana, nel giardino dell’ex asilo. La giungla dà un’impressione tutt’altro che accogliente, ma anche volendo trascurare l’aspetto estetico, rimane da risolvere un problema di sicurezza – secondo i residenti – causato dalla florida foresta. Le gramigne miste alle sterpaglie dentro il recinto dell’ex scuola materna potrebbero prendere fuoco sotto il sole di luglio e di agosto: è ciò che teme chi vive nei pressi. E i canneti che spuntano lungo il ponte tolgono visibilità agli automobilisti, tanto che – recentemente – un postino ha rischiato grosso.
Il fico invasore. Imbocchiamo la Scansanese per raggiungere San Martino. Appena saliti sullo storico ponte del Diversivo – simbolo della Maremma bonificata – scrutiamo una rigogliosa pianta di fico che invade parte della carreggiata: se fossimo altrove, non ci sarebbe da preoccuparsi, ma in quel punto una manciata di centimetri in più (o in meno) possono fare la differenza.
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La curva pericolosa. Andiamo oltre e arriviamo poco prima della curva, superata la quale spuntano la ex fornace e le case dell’abitato di San Martino. In questo tratto la visibilità è ridotta perché l’erba è talmente alta che non consente di scorgere se un veicolo sta arrivando dalla direzione opposta; l’orecchio del resto non aiuta: siamo sotto il cavalcavia della Variante Aurelia e il trambusto del traffico che scorre sopra copre qualunque altro rumore. Proprio qui nei giorni scorsi, un postino in sella a uno scooter – racconta un residente – avrebbe rischiato di schiantarsi contro un’automobile che proveniva dalla frazione.
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L’asilo inabissato. Superiamo il centro abitato. Ora siamo di fronte all’ex materna. Diamo un’occhiata dentro al cancello: quello che un tempo era un grazioso giardinetto adesso è una distesa di malerba color fieno, alta qualche decina di centimetri. «Sono due anni che non vengono a tagliarla – ci dice un altro residente – E nonostante le nostre sollecitazioni: questa giungla d’estate può prendere fuoco».
Gli infestanti. C’è un cumulo di immondizia (colpa di qualche cittadino maleducato) tra il cancello dell’ex asilo e una centralina del gas metano. Poco più in là notiamo che i canali di scolo dell’acqua piovana, a lato della strada, sono completamente sepolti da un ammasso di rovi, arbusti, piante infestanti. Eppure anche se le case rimangono alle spalle, non siamo nella terra di nessuno: c’è la Busisi Ecologia e la bella pasticceria La Favorita con sedie e tavoli all’aperto.
L’appello. E pensare che gli addetti al “disboscamento” inviati dal Comune hanno fatto tappa a San Martino appena qualche giorno fa: «Sono arrivati, finalmente, dopo le nostre numerose segnalazioni all’ufficio verde urbano del Municipio: zic-zac, hanno tagliato un po’ di erba qua e là. Dopo quindici minuti avevano finito, ma hanno risolto il problema al 20%. Siamo stanchi di essere l’ultima ruota del carro e di dover ogni volta sollecitare uffici e responsabili per avere un servizio. E l’appello è anche ai candidati a sindaco, visto che tra qualche giorno si vota». Messaggio inviato.
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