Finanza
Raffica di false mail «Lei sarà arrestato»
Anche in Maremma il più recente tentativo di phishing La polizia postale: «Le notifiche avvengono con altri mezzi»
GROSSETO. Dopo l’Agenzia delle Entrate, dopo l’Enel, dopo lo studio legale e dopo chissà quali altri mittenti (tutti falsi perché chi inviava era un malintenzionato e non l’ente), l’ultima frontiera del phishing - cioè l’invio di mail fasulle per vedere se qualcuno abbocca - arriva da un presunto “Procuratore della repubblica presso il Tribunale ordinario”. E annuncia una verifica fiscale-immobilare nonché l’imminente arresto! Il più recente di questi messaggi ingannevoli, irrituale quanto subdolo, aveva per scadenza il 27 maggio. E anche e soprattutto era finalizzato all’ottenimento di dati sensibili per estorcere denaro.
«Avete ricevuto anche voi una mail così e così?» ha chiesto ieri un lettore telefonando in redazione. A Il Tirreno una mail simile non è arrivata ma al lettore è stato spiegato che la polizia postale ha messo in guardia i grossetani sui social spiegando che è tutto un bluff, se non peggio. Perché cliccando sul link non si viene indirizzati alla visione della causa, come indicato nella mail: cliccando lì sopra si attiva un virus che viene installato sul pc o sul telefonino.
Aprendo la mail compare il cognome del destinatario che viene indicato come “persona sottoposta a indagini”. Segue un testo che regge poco anche in italiano e non solo in liguaggio giuridico: «La presente per comunicarle che il suo patrimonio immobiliare, così come il suo conto corrente bancario, verranno posti in arresto con l'accusa di mancato pagamento delle imposte e concorso in riciclaggio di denaro, ad effetto della causa numero...». Compare quindi il numero del procedimento: cliccandoci sopra si permette al virus di entrare nel computer. E poi: «In questo documento lei ha informazioni su come ricorrere in appello, il nominativo del giudice inquirente per la causa che la riguarda, la data e il luogo del dibattimento». Il mittente poi avverte: «In caso di sentenza di condanna, le verrà confiscata ogni proprietà e rischia una condanna fino a 15 anni di reclusione».
La polizia postale avverte: «Notifiche da parte della Procura su reati e avvisi di garanzia non avvengono mai via posta elettronica bensì con altri mezzi».
In questo come in tutti gli altri casi. E sono arrivate anche alla polizia postale di Grosseto numerose segnalazioni: nessuno, però, c’è cascato. E nessuno, soprattutto, è stato arrestato...
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
