Il Tirreno

Grosseto

Raffica di false mail «Lei sarà arrestato»

di Pierluigi Sposato
Raffica di false mail «Lei sarà arrestato»

Anche in Maremma il più recente tentativo di phishing La polizia postale: «Le notifiche avvengono con altri mezzi»

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GROSSETO. Dopo l’Agenzia delle Entrate, dopo l’Enel, dopo lo studio legale e dopo chissà quali altri mittenti (tutti falsi perché chi inviava era un malintenzionato e non l’ente), l’ultima frontiera del phishing - cioè l’invio di mail fasulle per vedere se qualcuno abbocca - arriva da un presunto “Procuratore della repubblica presso il Tribunale ordinario”. E annuncia una verifica fiscale-immobilare nonché l’imminente arresto! Il più recente di questi messaggi ingannevoli, irrituale quanto subdolo, aveva per scadenza il 27 maggio. E anche e soprattutto era finalizzato all’ottenimento di dati sensibili per estorcere denaro.

«Avete ricevuto anche voi una mail così e così?» ha chiesto ieri un lettore telefonando in redazione. A Il Tirreno una mail simile non è arrivata ma al lettore è stato spiegato che la polizia postale ha messo in guardia i grossetani sui social spiegando che è tutto un bluff, se non peggio. Perché cliccando sul link non si viene indirizzati alla visione della causa, come indicato nella mail: cliccando lì sopra si attiva un virus che viene installato sul pc o sul telefonino.

Aprendo la mail compare il cognome del destinatario che viene indicato come “persona sottoposta a indagini”. Segue un testo che regge poco anche in italiano e non solo in liguaggio giuridico: «La presente per comunicarle che il suo patrimonio immobiliare, così come il suo conto corrente bancario, verranno posti in arresto con l'accusa di mancato pagamento delle imposte e concorso in riciclaggio di denaro, ad effetto della causa numero...». Compare quindi il numero del procedimento: cliccandoci sopra si permette al virus di entrare nel computer. E poi: «In questo documento lei ha informazioni su come ricorrere in appello, il nominativo del giudice inquirente per la causa che la riguarda, la data e il luogo del dibattimento». Il mittente poi avverte: «In caso di sentenza di condanna, le verrà confiscata ogni proprietà e rischia una condanna fino a 15 anni di reclusione».

La polizia postale avverte: «Notifiche da parte della Procura su reati e avvisi di garanzia non avvengono mai via posta elettronica bensì con altri mezzi».

In questo come in tutti gli altri casi. E sono arrivate anche alla polizia postale di Grosseto numerose segnalazioni: nessuno, però, c’è cascato. E nessuno, soprattutto, è stato arrestato...

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