Spacciano per camaioresi i formaggi dell’Amiata
Sotto la lente dell’Asl un’azienda versiliese che vende latticini su Internet Ma i prodotti a chilometro zero sarebbero di Seggiano: informata la Procura
SEGGIANO. Secondo i tecnici dell’Asl spacciavano per camaioresi alcuni formaggi realizzati in un rinomato caseificio di Seggiano, sulle pendici del monte Amiata.
Peccato che - secondo quanto riscontrato dal personale del Servizio di sicurezza alimentare dell’Azienda sanitaria locale Toscana nord ovest - a Camaiore non vi fossero produzioni del genere e che, sopra quelle forme ugualmente prelibate, il marchio impresso risultasse quello del “Caseificio Seggiano srl” di via Privata, nell’omonimo comune della provincia di Grosseto.
Che qualcosa non andava i dipendenti sanitari viareggini lo avevano capito fin da subito: com’era possibile che venissero venduti prodotti tipici di Camaiore, quando non esistevano stabilimenti di produzione appositi? Questo, infatti, è stato il loro quesito di partenza, che li ha poi portati ad approfondire meglio la vicenda. L’attività commerciale finita sotto la lente d’ingrandimento degli ispettori si sviluppava prevalentemente attraverso Internet e riguardava sia latticini che prodotti a base di funghi. Così, dopo aver incrociato le varie banchi dati a disposizione, i dipendenti del Servizio di sicurezza alimentare hanno svolto un sopralluogo nella ditta che pubblicizzava i presunti prodotti a chilometro zero, che in realtà - se i rilievi mossi dall’Azienda sanitaria locale risulteranno corretti - avrebbero viaggiato almeno 240 chilometri, la distanza che separa Seggiano da Camaiore.
Gli uomini del dipartimento dell’Azienda sanitaria locale guidato dalla dottoressa Ida Aragona si sono mossi nell’ambito di un controllo di routine. «Noi programmiamo le nostre attività sulla base delle comunicazioni che ci arrivano - fanno sapere - così, appena ricevuta la notifica dell’esistenza di questa ditta che vendeva questi prodotti tipici sul web, abbiamo attivato le opportune verifiche».
Il blitz nel magazzino è scattato una volta verificata la presunta incoerenza fra vendita e produzione. Dalle forme di formaggio, poi, i tecnici sono risaliti al produttore originario, il “Caseificio Seggiano srl” guidato dall’imprenditore Roberto Governi, che si dice totalmente all’oscuro della vicenda e finora non è stato minimamente sfiorato dall’attività di indagine del reparto guidato dalla dottoressa Ida Aragona.
Il lavoro dei dipendenti dell’ex Azienda sanitaria locale di Viareggio è iniziato circa due settimane fa, anche se il sito web finito sotto la lente d’ingrandimento del Servizio di sicurezza alimentare sembra che fosse attivo da circa un anno.
Il dipartimento sanitario ha informato immediatamente la Procura della Repubblica di Lucca, che da qualche giorno sta svolgendo degli accertamenti sull’attività commerciale, che avrebbe anche un punto vendita a Viareggio. Al momento nei confronti degli imprenditori non sono stati ipotizzati reati di alcun tipo, dato che i magistrati stanno cercando di capire se quanto contestato dai tecnici dell’Asl si possa configurare come truffa a danno dei consumatori. Se di truffa si tratta, in ogni caso, il prodotto caseario rimane molto rinomato: i latticini di Seggiano, infatti, non saranno certo versiliesi, ma rimangono prelibati. Non a chilometro zero, ma a chilometro 240: la distanza che separa Camaiore da Seggiano.
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