Il Tirreno

Grosseto

Rubano un escavatore da 55 quintali

Rubano un escavatore da 55 quintali

Colpo grosso a Civitella Paganico: il mezzo di un’azienda edile era parcheggiato vicino all’eliporto

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CIVITELLA PAGANICO. Colpo grosso a Civitella Paganico. Scompare nel nulla un escavatore di 55 quintali che una ditta di grandi lavori edili di Grosseto aveva lasciato durante la notte vicino all’eliporto, dove la ditta avrebbe usato il giorno seguente il mezzo aziendale. Se ne sono accorti gli operai dell’azienda venerdì mattina, quando, arrivati a prendere il mezzo per cominciare il lavoro, non ce l'hanno trovato più. Alla ditta grossetana è la prima volta che capita un furto di così grave entità, ma la zona di Civitella non è invece nuova a furti del genere, tanto da far supporre la presenza di un’organizzazione in loco specializzata in questo tipo di furti. Basti ricordare il fatto avvenuto lo scorso dicembre, proprio in un cantiere edile di Civitella Paganico da cui sparirono tre mezzi della ditta Bramerini di Arcidosso: un cassone 4 assi Mercedes, una botte, una betonpompa, tutti di colore rosso, gasolio e attrezzature varie. Anche in quel caso se ne accorsero, il giorno dopo, gli operai del cantiere.

Si trattava di mezzi per grandi lavori, come per trasportare il calcestruzzo e tutti nuovissimi, proprio come questa volta. Eventi, questi della sparizione di mezzi pesanti da lavoro, che non sono solo segnalati nella zona di Civitella, ma anche in quella di Follonica, ad esempio. Come il furto risalente a alcuni mesi or sono, di un camion portato via da un capannone nella zona industriale della citta del golfo, di proprietà dell’impresa Nannetti Gianfranco, che si occupa di autotrasporti: un mezzo dal valore di 150.000 euro, pesante diverse tonnellate e da poco acquistato, che nel giro di una mezz’ora era sparito dal magazzino, senza che se ne avesse più traccia. Proprio come è accaduto a quelli di Civitella Paganico. E il timore è che i mezzi finiscano in qualche officina clandestina come quella scoperta dai carabinieri di Follonica e di Civitavecchia che lo scorso ottobre ne hanno rintracciata una, dove andavano a finire camion e autotreni rubati. Dietro un’attività agricola, c’era invece un’autofficina illegale che modificava i numeri e i segni identificativi dei camion. (f.b.)

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