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Rinasce l’oliveto dei Mori Si punta alla vendita Dop

Rinasce l’oliveto dei Mori Si punta alla vendita Dop

SEGGIANO. Seggiano e i suoi olivi, Seggiano e il suo olio di qualità. Va al suo posto un altro tassello nella riqualificazione paesaggistica del Colle di Seggiano: parliamo del recupero dell’oliveto...

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SEGGIANO. Seggiano e i suoi olivi, Seggiano e il suo olio di qualità. Va al suo posto un altro tassello nella riqualificazione paesaggistica del Colle di Seggiano: parliamo del recupero dell’oliveto dei Mori.

Sono stati infatti ultimati i lavori di ripristino dell’oliveto dei Mori, ubicato sul Colle di Seggiano. Il progetto e le varie fasi che esso prevedeva sono stati portati avanti dalla Fondazione le Radici di Seggiano, diretta dall’agronomo Fabio Menchetti. Parliamo di una superficie di proprietà di circa due ettari e mezzo, che il Comune di Seggiano ha donato quattro anni fa – al momento della costituzione della Fondazione – quale dotazione patrimoniale.

Sviluppato negli ultimi tre anni, il progetto ha fatto sì che venissero impiantati circa cento olivastre in una zona rimasta desertificata dopo che una tromba d’aria rase al suolo le conifere che erano state piantate negli Anni Settanta. Poi sono state recuperate circa ottanta piante di olivastra secolare, grazie a una potatura di “riforma” e pulizia da erbe e arbusti infestanti che avevano invaso tutta l’area.

L’intervento è stato portato avanti in più fasi grazie a risorse proprie della Fondazione e all’attivazione di un progetto comunitario per il recupero dell’oliveto a fini scientifici, sia come campo prova per sperimentazione di tecniche culturali biologiche; la pulizia dell’area è stata possibile anche grazie al ricorso ad altre misure: un inserimento sociale e un inserimento di pubblica utilità in sostituzione a pena detentiva.

Il progetto di recupero dell’oliveto storico dei Mori – posto sul colle sotto le mura medioevali di Seggiano – si inserisce nel più ampio contesto di visita del Museo dell’Olio “diffuso”; esso prevede: un ampliamento dei percorsi di visita, la possibilità di ampliare i campi di ricerca agronomica e scientifica, cosa in parte già iniziata con il progetto radici intelligenti (intelligent roots) con “l’olivo nel cisternone”, ma soprattutto nella riqualificazione paesaggistica del Colle di Seggiano, che storicamente era completamente coltivato ad oliveti, chiaramente inerbito, con terrazzamento e sentieri.

In quest’ottica si inserisce l’ulteriore idea di recuperare i vecchi sentieri che dal colle scendevano dal paese a valle verso il convento del Colombaio e il Castello di Potentino.

Per completare il recupero a fini produttivi dell’oliveto, la Fondazione le Radici di Seggiano pensa di iscrivere le superfici alla Dop Seggiano e di fare quindi un bando per la vendita delle olive “certificate” in pianta, un’idea ulteriore per valorizzare le risorse – i gioielli – del territorio.

Fiora Bonelli

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