Il Tirreno

Grosseto

Dipendenti comunali Botta e risposta fra i “poli”

Dipendenti comunali Botta e risposta fra i “poli”

Vivarelli Colonna in municipio: «Premieremo i bravi, basta rendite di posizione» E Mascagni attacca: «Visita inopportuna e aria di giudizio su base politica»

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GROSSETO. In vista del traguardo la competizione si fa dura: addio al fioretto, i concorrenti sfoderano sciabole e mazzuoli.

Le polemiche in queste ore si fanno roventi un po’ fra tutti, ma dalla giornata di ieri va segnalato in particolare il corpo a corpo tra Lorenzo Mascagni (Noi per Grosseto) e Antonfrancesco Vivarelli Colonna (Viva Grosseto). I quali proprio non se le sono mandate a dire su uno di quei temi che nelle urne possono pesare più di ogni altro: il pubblico impiego. Comune e Asl sono infatti (dopo la scomparsa della Provincia) le due aziende più popolate di Grosseto e nessuno intende mollare all’altro il “primato” su tanto succosi bacini di voti.

Così ecco, di buon mattino, Vivarelli Colonna, visitare il palazzo municipale e tracciare il suo programma per il futuro della macchina comunale la cui benzina, scrive il candidato del centrodestra, «è il talento e la competenza dei tanti dipendenti pubblici che, ogni giorno, dimostrano quanto conti per loro il buon funzionamento dell’Ente». Per questo, continua, «premieremo e valorizzeremo chi dimostra passione e professionalità. Insieme ai dipendenti e ai sindacati tracceremo la strada per una riorganizzazione condivisa dell’Ente – a livello di macrostruttura e di assegnazione delle risorse – e cercheremo di capire perché, ad oggi, non è stata possibile. Azzereremo le rendite di posizione derivanti da benefici imposti negli anni da alcuni partiti. In accordo coi dirigenti, valuteremo come gestire e valorizzare il personale. Utilizzeremo le professionalità dell’Ente e limiteremo il ricorso a consulenze esterne solo ai casi di effettiva necessità».

Passano poche decine di minuti e Mascagni invia la replica. Dai toni di una durezza fin qui poco esibita dall’avvocato del Pd. Mascagni esterna il suo «fastidio» per quei candidati che usano «gli scranni del sindaco e della giunta per promuovere iniziative elettorali». Insomma, la sala consiliare, luogo che – dice – «corrisponde a un ruolo ottenuto con il consenso dei cittadini, non è uno spazio di promozione politica, tantomeno elettorale».

Un fastidio acuito dalla «visita del candidato della destra Anton Francesco Vivarelli Colonna negli uffici comunali. A che titolo? È stata inopportuna: una ricerca di consenso non una dichiarazione di attenzione. Ricordo che quando i dipendenti pubblici lo hanno chiamato a un dibattito pubblico per discutere assieme agli altri candidati ha disertato, mentre ha trovato il tempo per queste sceneggiate di pessimo gusto che rivelano la sua cultura istituzionale». Il tutto, chiosa Mascagni, «per poi affermare che i dipendenti, se loro governeranno il Comune, saranno giudicati, divisi tra buoni e cattivi. Parlare dei dipendenti perché i cittadini intendano!».

Più o meno quello che, secondo Vivarelli Colonna, accade all’Asl. Dove, dice il candidato del centrodestra, «i nostri avversari usano la sanità come sponsor. Dopo le scelte miopi che hanno mortificato professionalità e penalizzato servizi – spiega Vivarelli Colonna – le ultime nomine fatte in Area vasta sembrano proprio odorare di Ancien Regime. Nomine che paiono premiare preventivamente persone legate alla passata gestione, oggi particolarmente attive nella battaglia elettorale e apertamente schierate col centrosinistra». (e.g.)

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