Il Tirreno

Grosseto

tribunale

Condannato per la truffa al vivaio

Con un nome falso acquistò senza pagare piante per 7.480 euro

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FOLLONICA. Aveva detto, per telefono, di chiamarsi Marco Bandini e con quel nome aveva acquistato piante per 7.480 euro. Merce non pagata. In realtà, si sarebbe chiamato Giovanni Mannino, 46 anni, abitante a Colle Val d’Elsa. Questi è stato adesso condannato per truffa e sostituzione di persona ai danni del vivaio Piante Tesi, assistito dall’avvocato Sergio Nunzi, a 6 mesi e 15 giorni e 300 euro dal giudice Giovanni Puliatti, che ha mitigato in parte le richieste del viceprocuratore onorario Fidelia Dompetrini (9 mesi e 900 euro).

I fatti risalivano al febbraio 2009. Il dibattimento ha consentito di accertare che Emilio Tesi aveva ricevuto la telefonata di tale Bandini che aveva concordato la fornitura delle piante. Tesi aveva incaricato un operaio per la consegna, che era avvenuta in una piazzola lungo la strada per Montieri: «Bisogna lasciare tutto qui - aveva detto chi aveva ricevuto le piante - perché il podere non è accessibile». Passato qualche giorno, Tesi aveva telefonato a Bandini per reclamare il pagamento: «Sono sulla strada per Bologna, appena torno passo e pago, già stasera». Il pagamento in realtà non era mai avvenuto. E Bandini non aveva mai più risposto al telefono, ha raccontato l’imprenditore che ha poi sporto querela avendo in mano solo il ricordo della voce. Le indagini avevano appurato che anche un altro vivaista aveva vissuto un episodio analogo, per il quale non aveva però sporto querela (duemila euro). Chiamato in aula a testimoniare, quest’ultimo imprenditore ha riconosciuto in aula Mannino (lo aveva già fatto nelle foto che all’epoca gli erano state mostrate dai carabinieri) come la persona con cui aveva avuto la trattativa del tutto simile a quella con Tesi.

(p.s.)

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