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Nessuna donna: M5s spiega e respinge le critiche

GROSSETO. Solo uomini, niente donne nella giunta annunciata dal candidato sindaco Giacomo Gori, e subito la notizia ha scatenato le polemiche sui social. Ma al di là delle polemiche, c’è anche chi ha...

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GROSSETO. Solo uomini, niente donne nella giunta annunciata dal candidato sindaco Giacomo Gori, e subito la notizia ha scatenato le polemiche sui social. Ma al di là delle polemiche, c’è anche chi ha ricordato che una legge, la 56 del 2014, più nota come decreto Delrio, impone ai sindaci dei Comuni con più di 3mila abitanti, di garantire la presenza dei due sessi con una quota di almeno il 40 per cento. Insomma, secondo questa norma una giunta non può avere meno del 40 per cento di donne o di uomini. E il concetto è stato confermato di nuovo anche da una recentissima sentenza del Consiglio di Stato, la 406 del 3 febbraio scorso. Gori, però, non pare essere preoccupato.

La questione era stata affrontata dal Movimento, ed è proprio a quella sentenza che il candidato pentastellato fa appello. «Va letta bene - dice - perché in realtà consente di derogare alla norma se il sindaco può dimostrare che non è stato oggettivamente possibile trovare il numero sufficiente di donne per arrivare al 40%». In una nota il Movimento precisa che «il procedimento per l’individuazione degli assessori è stato espletato nella massima trasparenza per garantire l’accesso a entrambi i generi. La chiamata è stata pubblicata su tutti i quotidiani locali, su alcuni quotidiani nazionali, su testate online locali, sul sito del Movimento, sul sito giacomogorisindaco.it e sulla pagina Facebook Giacomo Gori sindaco a partire dal 19 marzo 2016 ed è rimasta aperta per oltre due mesi».

Delle 35 candidature arrivate, solo 5 erano di donne, due domande non erano ammissibili perché non in linea con i requisiti della chiamata, mentre per due delle altre tre donne la commissione, a maggioranza femminile, ha ritenuto che avessero competenze nettamente inferiori a quelle dei candidati di genere maschile che avevano presentato la candidatura per gli stessi assessorati. Una donna era stata ritenuta idonea, ma ha ritirato la disponibilità per ragioni personali. Era stata individuata un’altra figura che, però, ha poi rinunciato. Il Movimento 5 Stelle, dunque, andrà avanti con i nomi selezionati, nella convinzione «che la selezione dei componenti della futura giunta sia stata operata nel totale rispetto della normativa vigente che impone al sindaco di svolgere indagini conoscitive intese a individuare all’interno della società civile quelle qualità, doti professionali e condivisione dei valori politici propri della maggioranza uscita vittoriosa alle elezioni idonee a ricoprire l'incarico». Poi la reazione più politica. «La macchina delle chiacchiere e del fango è già in cammino. Lo notiamo e ne prendiamo atto - conclude la nota - Restiamo fiduciosi nell'intelligenza dei grossetani che di certo non si faranno intortare da attacchi pretestuosi e privi di fondamento. Le donne non sono panda». (e.p.)

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