Il Tirreno

Grosseto

Maremmana off limits per chi è in carrozzella

di Ivana Agostini
Maremmana off limits per chi è in carrozzella

Albinia, odissea a passeggio con Alberto, 56 anni, costretto su una sedia a rotelle Marciapiedi stretti, alberi e cordoli: la mappa degli intoppi lungo la nuova strada

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ALBINIA. «Finchè non sei costretto su di una sedia a rotelle non ti rendi conto di cosa siano le barriere architettoniche». Alberto Bertaggia, cinquantaseienne di Albinia, ha da tempo una malattia – la dermatomiosite – che colpisce i muscoli. Alberto è su una sedia a rotelle. E con lui proviamo a percorrere la via Maremmana di Albinia. Solo così ci rendiamo conto di come sia difficile vivere una vita “normale” da invalido. «Ho deciso di fare questo giro lungo le vie del mio paese – dice – per sensibilizzare l’opinione pubblica e chi realizza le opere pubbliche perché consideri anche le nostre esigenze. Capisco che non si possa avere un mondo ad hoc per disabili, ma vorrei che almeno fosse possibile percorrere una strada, un marciapiede senza che questo possa diventare una disavventura».

Bertaggia non vuole fare polemica e il suo giro lungo la via Maremmana di Albinia non è finalizzato a cercare un colpevole delle carenze che ci sono state nella realizzazione dei lavori. «Cho fa le opere pubbliche dovrebbe pensare anche a chi è in difficoltà come lo sono io in questo momento».

Con Alberto e sua moglie abbiamo fatto un breve tragitto, che va dalla loro abitazione verso la stazione, per poi proseguire fino alla chiesa di Albinia. Il viaggio ha avuto degli intoppi. Vediamo quali. Innanzitutto per lui è un problema l’altezza dei marciapiedi non lontano dalla sua abitazione. «Qui – dice facendo una manovra con la sua carrozzella – è impossibile salire sul marciapiede senza finire in mezzo alla strada». Gli ostacoli continuano con dislivelli che il suo mezzo non riesce ad affrontare.

Alberto intanto osserva: «Ad Albinia – dice – ma anche altrove, gli studi medici sono quasi tutti ai piani alti. Come potrei io salire queste scale senza un montascale?» si chiede indicando una lunga scalinata che conduce a uno studio medico». Si tratta di aspetti che molti non considerano ma con cui Alberto si trova ogni giorno a fare i conti. «E non penso solo a me che non riesco a camminare – confessa – ma penso anche alle persone anziane che devono fare fatica per salire e andare a farsi prescrivere la pillola per la pressione».

Dopo una breve sosta davanti allo studio medico ci incamminiamo verso la Maremmana. È nuova e di barriere architettoniche non ce ne dovrebbero essere: non è così. E se la parte centrale è percorribile senza difficoltà, la stessa cosa non si può dire dei due estremi. Qui, in un tratto in cui i marciapiedi sono anche invasi dalle auto, la carrozzina di Bertaggia si incastra fra un albero e un cordolo di cemento. Più avanti il marciapiede è stretto ed è costretto a scendere e camminare in mezzo alla strada. Stessa cosa nell’attraversamento pedonale che porta alla chiesa e alla Misericordia. «Tutta Albinia è così – conclude – anche la parte nuova fatta alcuni anni fa, anche le altre vie. Chi progetta e fa i lavori deve anche pensare a noi».

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