Sicurezza
Matrimoni nelle cantine Ora a Gavorrano si può
Il Comune ha pubblicato il bando rivolto alle strutture del territorio Il sogno di pronunciare il fatidico sì in luoghi d’interesse diventa realtà
GAVORRANO. Un passo alla volta Gavorrano accompagna i novelli sposi verso le vigne e altri luoghi d’interesse.
L’amministrazione comunale ha già approvato le modifiche al regolamento comunale per permettere la celebrazione di riti civili all’interno di aree private e adesso tocca proprio a loro, ai proprietari delle varie strutture sparse sul territorio minerario, fare il proprio passo.
Gli uffici del municipio infatti hanno pubblicato il bando per poter entrare a far parte di questa nuova iniziativa che mescola insieme il desiderio di un matrimonio stravagante con la promozione turistica delle molte eccellenze gavorranesi.
Sono le cantine, sopra ad ogni altra cosa, il vero desiderio dei novelli sposi, in particolare stranieri. La richiesta di poter pronunciare il fatidico sì immersi nel verde delle vigne e circondati da una cornice da favole arriva soprattutto da tedeschi e statunitensi, ma anche da Austria e altri Paesi del centro Europa. Solo che per poter mettere in scena ufficialmente una cerimonia in rito civile all’interno di uno spazio privato servono alcuni punti fermi, come l'individuazione di una “casa comunale” all’interno della struttura, ossia un luogo (una stanza) in cui il Comune attraverso un esponente della giunta può celebrare la funzione. «L’area proposta per la costituzione di sede distaccata dell’ufficio di stato civile per la celebrazione di matrimoni deve risultare idonea allo scopo - si legge appunto nel bando - A tal fine deve trattarsi di luogo decoroso, di superficie non inferiore a 25 metri quadrati, facilmente accessibile anche da persone diversamente abili, carrozzine e passeggi».
Il Comune infatti si aspetta una risposta dai privati riguardo a questa iniziativa, dato che va a spingere un mercato in crescita in termini di ricezione. Ed è per questo che all’interno del bando rivolto ai proprietari delle strutture sono elencati tutti i criteri necessari per poter organizzare delle nozze. Alcuni sono rivolti a garantire «la dignità e il prestigio delle istituzioni», obbligando il gestore ad allestire una casa comunale con tanto di tricolore, altri invece riguardano l’accessibilità ai luoghi. «La durata del contratto di cui trattasi è convenuta in tre anni - si legge ancora sul bando - con decorrenza dalla data di sottoscrizione dello stesso, secondo la programmazione stabilita nei giorni e negli orari preventivamente comunicati e concordati in relazione alla disponibilità degli spazi medesimi alle date richieste».
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