Il dolore
Crac Etruria, i risparmiatori: «Onorevoli, dove siete?»
Federconsumatori Grosseto chiede ai deputati Sani, Faenzi e Nicchi di sostenere diciassette proposte di modifica al decreto legge sui rimborsi
GROSSETO. Parte un appello ai parlamentari grossetani dalla platea maremmana dei risparmiatori gabbati dai titoli Etruria: e cioè a Luca Sani (Pd), Monica Faenzi (Ala) e Marisa Nicchi (Sel). Pensionati e famiglie, che hanno visto andare in fumo decine di migliaia di euro di risparmi, chiedono ai tre deputati di sostenere alcune modifiche al decreto legge (n.59 del 3 maggio 2016) con cui il Governo ha individuato i canali attraverso i quali i risparmiatori potranno tornare in possesso del capitale bruciato (in parte, o, nel migliore dei casi, per intero). Il decreto a favore degli investitori delle quattro banche in liquidazione – Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio di Chieti – deve essere convertito in legge: in teoria c’è dunque margine per intervenire. I parlamentari accolgono la richiesta.
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La norma. Con il decreto legge 59 il Governo ha dettagliato quali sono le strade percorrendo le quali i risparmiatori possono riavere i denari perduti. Sono due. C’è l’opzione dell’indennizzo forfettario e automatico che garantisce (in teoria) l’80% (in effetti si tratterà di un po’ meno) del capitale incenerito. E c’è la chance dell’arbitrato, che non esclude che si possa rientrare del 100%dei risparmi persi. L’indennizzo è riservato a chi dimostra di avere alcuni requisiti reddituali e patrimoniali (è stato studiato per i piccolissimi risparmiatori), mentre per ottenere risultati dall’arbitrato bisogna dimostrare di essere stati raggirati.
Le richieste. Federconsumatori e Adusbef hanno confezionato un pacchetto di emendamenti al decreto legge 59/2016. Si tratta di 17 punti. Ad esempio, per la chance dell’indennizzo forfettario si chiede di aumentare al 100% il tetto dei rimborsi, e di innalzare il limite del reddito lordo 2015 da 35.0000 a 60.000 euro e del patrimonio in titoli e azioni da 100.000 a 120.000 euro come requisiti base necessari per poter richiedere il rimborso a forfait; le associazioni dei consumatori chiedono inoltre che «venga chiarita la modalità con cui dovrà svolgersi l’arbitrato», avvolta, a tutt’oggi, secondo i risparmiatori, nella nebbia.
Appello e risposta. «Sarebbe bene – dice Giuseppe De Martis, presidente di Federconsumatori Grosseto – che i risparmiatori fossero rappresentati non solo dalle associazioni ma anche dai parlamentari. Sulla vicenda Etruria, che a Grosseto coinvolge decine di famiglie, ed è una vicissitudine che grida vendetta, non hanno speso una parola. Chiediamo interessamento e partecipazione da parte loro». Abbiamo inviato i 17 punti-richiesta di modifica del decreto 59 a Sani, Faenzi e Nicchi. «Non è il mio pane quotidiano – risponde Sani, che siede nella commissione agricoltura – ma mi prendo l’impegno a verificare la percorribilità del percorso con i colleghi». Come procedere? Secondo il deputato, bisognerà innanzitutto valutare se le proposte di “emendamento” al decreto legge «comportino o non comportino un aggravio di oneri finanziari e siano in linea – dice – con i dettami europei». «Aderisco con piena convinzione – è la risposta di Nicchi – e me ne faccio “portatrice”». Non rimane che attendere gli effetti.
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