Il dolore
Cofferati: a Grosseto c’è bisogno di sinistra
L’ex leader della Cgil in città per sostenere Massimo Ceciarini
GROSSETO. Arriva con passo atletico al quartier generale della Cgil di Grosseto Sergio Cofferati, l’ex leader della Camera del Lavoro, l’ex primo cittadino di Bologna, oggi europarlamentare. Ha fatto tappa in città per sostenere la candidatura di Massimo Ceciarini che si presenta alla tornata elettorale con la sua lista “Insieme a sinistra”. «A Grosseto c’è bisogno di sinistra – dice appunto Cofferati – E Massimo (guarda il “suo” candidato) – ha tutte le condizioni per rappresentarla al meglio». Secondo il sindacalista cigiellino, Ceciarini avrebbe persino, quel che si dice con un francesismo, le physique du rôle, cioè il fisico adatto al ruolo: per rappresentare al meglio la sinistra, ovviamente, la Sinistra che vorrei (per dirla con un titolo di veltroniana memoria). È anche una questione di connotati fisici, spiega. Di barba, per esempio (che, guarda il caso, ha sia l’ex leader della Camera del Lavoro che l’aspirante primo cittadino di Grosseto): «Tutte le persone di sinistra hanno la barba – motiva Cofferati tra il serio e il faceto – è sempre stato così... forse da Marx in avanti?».
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Si sente a casa sua Cofferati. La saletta della sede della Camera del Lavoro è al completo e fuori c’è un gazebo dove si raccolgono firme per la legge di iniziativa popolare che porti a una Carta dei diritti universali del lavoro. È la risposta della Cgil anche al Jobs Act. Cofferati-sindacalista punta dritto al cuore e parte con una durissima requisitoria contro la Riforma del Lavoro del Governo Renzi «che toglie diritti, non ha effetti – dice – sull’incremento dei posti di lavoro se non per inganno statistico» (il riferimento è all’effetto dell’incentivazione che avrebbe indotto i datori di lavoro a modificare la tipologia contrattuale, da determinato e indeterminato, ma con sommatoria finale invariata).
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«Il Jobs Act – sintetizza Cofferati – non ha niente di sinistra – e qui scrosciano gli applausi – Quella roba lì con la Sinistra non c’entra nulla».
Sinistra, sinistra, sinistra: riecheggia e – è evidente – incontra il favore del pubblico. Ceciarini dà la sua definizione di sinistra: «Un corpo cadrebbe a pezzi – dice – se non fosse tenuto insieme da un filo di speranza. La sinistra è questa speranza». Cofferati indica la strada: «Un sindaco non dà lavoro – riconosce – e non eroga pensioni. Ma può cambiare una città con una politica... di sinistra». E il cerchio si chiude.
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