Il dolore
Studenti e prof fermano il taglio dei pini
Singolare protesta al polo Bianciardi: rimandato l’abbattimento programmato perché gli alberi sarebbero pericolosi
GROSSETO. Due pini “dividono” un’intera scuola. E gli studenti presidiano il cortile insieme ad alcuni loro insegnanti per impedirne l’abbattimento.
È quanto successo ieri mattina durante la prima ora di lezione nel cortile del Polo Bianciardi di Grosseto, uno dei più grandi istituti superiori cittadini che ha la sua sede principale nello storico edificio di piazza De Maria.
Tra le piante presenti lungo il perimetro esterno del cortile della scuola ci sono due pini storici a rischio abbattimento. C’è infatti, come conferma la dirigente scolastica Daniela Giovannini, una perizia che ne attesta la pericolosità, con la Provincia intenzionata ad abbatterli. Venerdì la notizia del taglio dei due pini è diventata di dominio pubblico a scuola perché una email interna invitava i docenti a non parcheggiare lunedì mattina la macchina nel cortile dato che era previsto l’intervento di una ditta specializzata incaricata dalla stessa Provincia.
La notizia è stata pubblicata anche nel sito della scuola tra le comunicazioni di servizio. La email ha scatenato un vivace dibattito all’interno del corpo docente del Bianciardi con posizioni molto diversificate e anche tra loro contrastanti. C’era chi si è detto comunque favorevole all’abbattimento e quindi contrario a eventuali forme di protesta, chi ha sollevato delle perplessità entrando nel merito del tipo di intervento previsto e chi invece ha annunciato l’intenzione di fare qualcosa, fosse anche solo un gesto simbolico, per fermare la scure che incombeva su quelle due piante.
Alcuni docenti hanno quindi deciso ieri mattina alla prima ora di scendere nel cortile con le loro classi al momento dell’arrivo degli operai, mettendo in atto una protesta del tutto pacifica che però ha impedito di fatto alla ditta di mettere in sicurezza l’area e di procedere con l’intervento programmato.
L’esito, almeno provvisorio, è stato quello voluto dal fronte dei contrari: gli operai se ne sono andati e il taglio dei due pini per il momento è stato rinviato. Va sottolineato che solo una piccola parte dei docenti del Bianciardi con alcune classi ha scelto la forma di protesta più radicale ma anche chi in quelle ore era regolarmente in aula a fare lezione ha comunque manifestato le proprie perplessità. C’è quindi chi ha protestato ma anche chi non ha condiviso la scelta di farlo in orario di servizio. E dall’interno del corpo docente spuntano molti dubbi sulla reale pericolosità di quelle due piante. «Non avrei niente da dire - dice un’insegnante - se quelle piante fossero secche, malate o in uno stato tale da temere per la loro stabilità. Il problema è che sono due pini sanissimi e temo che si vada ad abbatterli per non praticare altre strade, ad esempio un’opportuna manutenzione o potatura. Purtroppo quando venerdì abbiamo appreso del taglio dei due pini siamo tutti un po’ caduti dalle nuvole perché mancava la motivazione per quel tipo di intervento».
Quella di ieri evidentemente non è la parola fine sulla vicenda. L’intervento è stato di fatto solo rinviato perché la ditta non ha potuto operare ma l'argomento continuerà a tenere banco all'interno del Polo Bianciardi e non solo. Del resto episodi simili sono accaduti in passato ogni volta che qualche pianta, soprattutto tra quelle storiche, rischia l'abbattimento.
È successo per i pini del parcheggio della biblioteca comunale come per i pini di via Caravaggio. Ma qui per la prima volta a fermare il taglio sono stati studenti e prof.
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