Sicurezza
Marisa Nicchi: «Estendere il reato anche alle imprese»
GROSSETO. «Il Parlamento e il Governo latitano, mentre i caporali imperversano liberamente in tutta Italia e anche in Maremma. Se non si spezza il caporalato tutta l’economia grossetana ne risentirà...
GROSSETO. «Il Parlamento e il Governo latitano, mentre i caporali imperversano liberamente in tutta Italia e anche in Maremma. Se non si spezza il caporalato tutta l’economia grossetana ne risentirà negativamente come un effetto domino». Così gli esponenti di Sinistra Italiana - la deputata Marisa Nicchi, il coordinatore provinciale Marco Sabatini insieme al candidato sindaco di Insieme, a Sinistra Massimo Ceciarini - durante una conferenza stampa a Grosseto.
«La Maremma è ancora terra di caporali e schiavismo - hanno detto i tre - L’anno scorso ci furono retate fulminee, poi il traffico illegale di braccia agricole si è riorganizzato e adesso è libero di agire sul territorio. Lo dimostrano le foto scattate dalla Cgil pochi giorni fa, lo dimostrano gli accampamenti abusivi degli aspiranti braccianti che sorgono intorno a Grosseto».
«Come se non bastasse - aggiungono - recenti inchieste della magistratura hanno confermato l’esistenza di caporalato nel Chianti, anche dentro aziende rinomate che esportano i marchi della Toscana in tutto il mondo. Per non parlare dell'Italia del sud, dove il caporalato purtroppo non conosce crisi».
Secondo la deputata Nicchi, «è importante estendere il reato di caporalato - il 603 bis, introdotto nel 2011 - alle imprese che vi fanno ricorso, norma però non prevista nella legge ferma al Senato».
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