La manifestazione
La patata macchiaiola diventa “griffata”
Inizia il percorso per inserire il pregiato tubero delle Macchie nel repertorio dei prodotti di qualità
ARCIDOSSO. L’Amiata della tradizione agricola si fa avanti e, dopo la cipolla della Selva, mette nel piatto dei prodotti di qualità la patata delle Macchie. Un prodotto famosissimo in zona, perché la terra attorno a Monte Labro da secoli si è distinta per l’eccellenza di questo prodotto.
Così, all’interno del territorio amiatino si intende recuperare una varietà di patata da tempo coltivata con successo dagli agricoltori locali, tanto da aver dato vita alla “festa della patata macchiaiola”.
Il progetto supportato dal Comune di Arcidosso sarà sviluppato da GenomAmiata, in collaborazione con l’associazione del Monte Labbro, l’Università di Siena, Dipartimento di Scienze della Vita, il Cnr-Ivalsa e lo Studio Agricis di Cinigiano, comincerà ad acquisire in zona notizie dai pochissimi agricoltori ormai anziani rimasti, per capire se si tratti di un ecotipo amiatino certo. Così sarà possibile procedere a una prima descrizione riguardante l’aspetto morfologico e tecnologico: se si tratta di una patata che riesce a mantenere le sue proprietà durante il periodo di conservazione invernale, la dimensione, la pasta, la forma, il colore della buccia e il periodo della raccolta. Si mira così a inserire la patata macchiaiola nel Repertorio regionale delle varietà genetiche a rischio di estinzione, nel quale vengono iscritte tutte le specie toscane: già iscritte 640 tra varietà e razze, 515 delle quali sono a rischio di estinzione. Il progetto di valorizzazione della patata delle Macchie, consisterà nella caratterizzazione scientifica della varietà locale e anche nell’individuazione di altre varietà locali ancora coltivate.
Tra le varietà coltivate in Amiata si ricorda la cetriolina, la maggiaiola e la quarantina.
Date le premesse, secondo alcuni docenti universitari del Cnr e dell’Università di Siena, esistono i presupposti per promuovere uno studio scientifico per caratterizzare il profilo genetico e nutraceutico, per promuovere la produzione di patate autoctone delle Macchie. La patata è un alimento che, grazie al suo elevatissimo contenuto in amido, rappresenta un valido sostituto dei cereali, soprattutto nelle diete ipocaloriche. È anche un’ottima fonte di minerali. La patata delle Macchie non è attualmente tutelata da marchi di tutela comunitari e neppure è iscritta tra i prodotti tradizionali della Regione, per cui non esiste un disciplinare di produzione.
Il Coordinatore del progetto, Giovanni Alessandri, ricorda che «questo tipo di valorizzazione può consentire opportunità economiche impensabili per zone montane e marginali, con possibilità di attivare contributi a fondo perduto per enti e aziende agricole; a tal riguardo si sta già pensando a un PIT (Piano Integrato Territoriale) da presentare nei prossimi mesi a valere sul Piano di Sviluppo rurale 2014-2020». Il presidente di GenomAmiata, Lorenzo Fazzi, sottolinea che «l’associazione ha il compito di promuovere progetti di valorizzazione e tutela, degli ecotipi locali vegetali e razze animali dell’Amiata, proteggendoli dall'estinzione e preservando tradizioni, storia e cultura locale». (f.b.)
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