Sicurezza
«Concordia e Foschi indagini da riaprire»
La parte civile parla al processo di appello contro Schettino L’avvocato di Isola del Giglio chiede risarcimenti
FIRENZE. Trasmettere tutti gli atti del processo di appello alla Procura di Grosseto perché riapra le indagini sulle eventuali responsabilità dell'allora presidente di Costa Crociere, Pierluigi Foschi, nel naufragio della Concordia. Lo ha chiesto all’udienza di ieri al processo d'appello in corso a Firenze, l'avvocato Alessandra Guarini, legale di alcuni naufraghi riuniti nel pool “Giustizia per la Concordia”. Secondo Guarini quanto emerso a Firenze richiama in causa l'ex presidente. Alla richiesta si sono accodati altre parti civili.
Foschi venne indagato dalla Procura di Grosseto insieme ad altri quattro dirigenti di Costa e della controllante statunitense Carnival per naufragio e omicidio plurimo colposi, in cooperazione con il comandante della Concordia Francesco Schettino e altri co-indagati, nel primo filone dell'inchiesta.
La stessa Procura, nel luglio 2014, chiese al gip l'archiviazione per Foschi e gli altri dirigenti, archiviazione che ci fu nonostante l'opposizione di alcune parti civili. «Alla luce delle novità emerse al processo d’appello - ha detto l'avvocato Guarini - bisogna guardare con una lente diversa la posizione dell’allora presidente».
Nelle loro repliche gli avvocati delle parti civili, che hanno richiamato anche la sentenza sulla Thyssen, non solo hanno chiesto ai giudici di condannare Schettino (il sostituto procuratore generale Giancarlo Ferrucci ha chiesto per lui 27 anni, contro i 16 anni decisi in primi grado), ma anche di rivedere i criteri dei risarcimenti e delle provvisionali per quello che l'avvocato dell'Inail, Giuseppe Quartararo, ha definito «un colossale incidente sul lavoro», dove le colpe «sono di Schettino», anche oggi assente, ma non solo sue. Una richiesta che per prima ha avanzato il Comune dell'Isola del Giglio, con l'avvocato Chiara Zanconi, per la quale sono 100 mila in meno i turisti arrivati al Giglio dal giorno del naufragio ad oggi, «quelli di un’intera stagione», ha detto replicando a quanto affermato nel corso dell’udienza del 10 maggio dall’avvocato di Costa, Marco De Luca. Quest'ultimo oggi è stato chiamato più volte in causa dai legali dei naufraghi che lo hanno criticato per la richiesta avanzata a giudici d'appello di respingere le richieste di risarcimento avanzate dal ministero dell'Ambiente e del Giglio ma anche le maggiorazioni chieste dai naufraghi rispetto ai risarcimenti concessi in primo grado. In settimana un’altra udienza.
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