Il Tirreno

Grosseto

Campetti da beach «Il permesso serve ma sarà semplice»

di Elisabetta Giorgi
Campetti da beach «Il permesso serve ma sarà semplice»

L’assessore Tei ha incontrato la Soprintendenza a Siena Sì all’autorizzazione paesaggistica con procedura veloce

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GROSSETO. L’autorizzazione paesaggistica della Soprintendenza ci vuole, ma sarà una procedura snella e semplice. Così spiega l’assessore al governo del territorio, edilizia e urbanistica Giancarlo Tei dopo un incontro a Siena con la Soprintendenza alle Belle Arti e al paesaggio delle province di Siena, Grosseto e Arezzo. Il nodo, rimasto in sospeso finora, riguardava la possibilità di dover chiedere un’autorizzazione paesaggistica alla Soprintendenza anche per una serie di piccole strutture stagionali sulla spiaggia come campi sportivi per beach tennis e volley con pali e reti da piantare sulla sabbia; la qual cosa aveva creato scompiglio tra i balneari, alle prese con le prime aperture e la necessità di chiarire in fretta e furia la normativa. Un nodo sciolto ieri durante l’incontro di Tei con l’architetto Vanessa Mazzini. «C’è stata - dice lui - una conclusione positiva e costruttiva che permetterà di installare le attrezzature a corredo degli stabilimenti balneari attraverso una procedura rapida e snella nel rispetto della normativa. Tutto si completerà con una conferenza dei servizi che approverà tipologie e ubicazioni di tutti gli stabilimenti. Ringrazio l’architetto Mazzini per la disponibilità e la collaborazione. Ora avanti per una stagione balneare positiva».

Tutto affonderebbe le radici nella natura non sempre chiara dei codici. E nel caso specifico in quello dei Beni culturali e del paesaggio (2004), che ha reso necessario chiarire i contenuti dell’articolo 146 (ciò che è escluso dall’autorizzazione paesaggistica) e del 39 che elenca le pratiche soggette ad autorizzazione semplificata, di fatto includendo “quasi tutto”, ovvero anche l’arredo urbano. E in effetti - come si è chiarito ieri mattina - in quest’ambito rientrano pure i campetti da beach. «Abbiamo però studiato - dice Tei - un percorso molto semplificato che prevede la presentazione di una planimetria d’insieme di tutti gli stabilimenti con evidenziate le attrezzature un po’ più complesse per le quali bisognerà fornire documentazione fotografica, mentre per le altre strutture più semplici come cestini, pali con reti per pallavolo etc, basta solo un elenco da presentare al Comune». Dopodiché «faremo una conferenza dei servizi nella quale si andrà all’approvazione. L’architetto Mazzini ci ha dato ampia disponibilità e penso che entro la prima decade di giugno si possa fare questa conferenza e approvare il tutto». L’autorizzazione durerà 6 anni. A questo punto una sollecitazione per i parlamentari «potrebbe essere «quella di rimettere mano al codice per far sì che per le strutture temporanee che stanno in spiaggia per un periodo sotto 180 giorni siano di competenza del Comune con la propria commissione paesaggistica, per togliere alla Soprintendenza un’infinità di piccole pratiche che la intasano. O meglio ancora bisognerebbe che qualcuno rimettesse mano al Codice, e che per le strutture temporanee che non comportano modifiche dell’aspetto esteriore l’autorizzazione non debba essere chiesta».

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