Il Tirreno

Grosseto

VERSO IL VOTO

Il ministro per Mascagni «Il progetto? È vincente»

di Giovanna Mezzana
Lorenzo Mascagni e il ministro Giuliano Poletti, (Foto Bf)
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Lorenzo Mascagni e il ministro Giuliano Poletti, (Foto Bf)

Convince la platea della sala Pegaso il numero uno del Welfare Giuliano Poletti «Grossetani, siete come noi della Bassa Romagna. E noi abbiamo fatto molto...»

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GROSSETO. Grazie anche al suo gradevole accento, romagnolo ma non troppo, il ministro del lavoro Giuliano Poletti piace alla platea grossetana della Sala Pegaso. Si fa un po’ attendere – con circa una mezz’ora di ritardo sulla tabella di marcia – ma alla fine il ministro compare in piazza Dante: a fianco del candidato a sindaco Lorenzo Mascagni, a cui fa da supporter. «Il programma del centrosinistra a Grosseto è vincente» mette i puntini sulle “i” il numero uno del Welfare, incalzato dalle domande dei giornalisti. È vincente, secondo Poletti, anche perché a Grosseto c’è un ricco sottobosco – tra Terzo Settore, associazionismo e mondo imprenditoriale – nel quale lui riscontra una gran voglia di fare.

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Arriva a Grosseto da Siena il rappresentante del Governo Renzi. Non c’è dubbio – osserva Mascagni, preso il microfono nella sala Pegaso – che abbia sentito il peso della “croce” che la Maremma porta lungo il cammino della viabilità. L’intento di Mascagni è manifesto: sollecitare il ministro partendo da un tema cruciale per Grosseto (e la Maremma in toto). Strategico non solo per il turista, che potrebbe far tappa in loco più agevolmente, ma anche per la creazione tout court di posti di lavoro, che dovrebbero essere il pane quotidiano di Poletti. Irpet stima che, ad esempio, la Tirrenica “valga” 1.500 posti di lavoro; e ancora l’Irpet – che è l’Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana – valuta che, se venissero realizzati il Corridoio Tirrenico e la Due Mari, la Maremma Grossetana potrebbe cominciare a colmare un gap di 8.400 posti di lavoro in meno che la distanziano dal resto del Granducato.

Il ministro fa subito da sponda. «Il governo – dice Poletti – sta facendo di tutto per sbloccare le opere pubbliche. Essere ben collegati e raggiungibili aiuta». Il numero uno del dicastero del Welfare ha appena detto alla platea, che lo ascolta senza batter ciglio, che «bisogna cambiare visione». Che non si può rimanere sulle difensive, arroccati sulla convinzione che si debba solo «difendere»: «difendere i posti di lavoro, difendere le imprese, difendere il territorio». «Vogliamo piuttosto – dice Poletti – una società aperta e inclusiva. Che assuma il senso della comunità». E le infrastrutture servono anche a questo.

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«La nostra terra – dice Mascagni – non è una “Maremma amara”, qui non c’è povertà ed emarginazione (il riferimento è a quanto detto da altri avversari politici, ndr) – La gente viene qui in vacanza e rimane incantata. Noi vogliamo far sì che a Grosseto e in Maremma si arrivi e si rimanga anche per le opportunità di lavoro».

Poletti annuisce: «Voi grossetani – dice – siete un po’ come noi della bassa Romagna (il ministro è originario di Imola, ndr). Anche noi, come voi, avevamo le paludi e ora abbiamo stabilimenti balneari e industria. Abbiamo fatto molto. Le cose si possono fare. Quando di lavora insieme, i risultati, credetemi, arrivano». Parola del ministro.

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