Il Tirreno

Grosseto

Il dardo di Cittanova conquista il Balestro

Alfredo Faetti
Campailla alla balestra (foto Bruno)
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Campailla alla balestra (foto Bruno)

Campailla fa volare i biancorossi, due tiri eccellenti per lui e il compagno di Terziere Gori

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MASSA MARITTIMA. Cittanova allunga di nuovo, con tanto di saluti ironici agli eterni rivali di Borgo. Il 116esimo Balestro del Girifalco è suo, facendo salire la propria collezione nell’albo d’oro a quota 42. Merito del tiro di Fabio Campailla, che avrà rivissuto gli indimenticabili momenti del 2012, quando vinse il suo drappo al primo colpo della sfida.

Questa volta invece il dardo giusto è stato scagliato al penultimo tiro, arrivando non distante da quello del compagno di Terziere Gianni Gori (secondo classificato) e a quello di Alberto Stanghellini di Borgo (terzo). Una vittoria giocata sul filo del rasoio tanto erano vicine le frecce: tanto che qualcuno ha avuto la paura di un secondo pareggio dopo quello di agosto. Ma questa volta un vincitore c’è stato e i suoi colori sono biancorossi. Il sole risplende su Massa Marittima già di prima mattina, scoprendo quel fascino antico che racchiude la facciata del Duomo e la sua piazza.

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C’è anche la tv tedesca Arp a girare un documentario sulla manifestazione e la troupe, che già gira in centro da una settimana, rimane a bocca aperta quando vede la gradinata riempirsi di gente: cornice di passione perfetta di una giornata speciale. Partono i cori, gli sfottò, i fazzoletti sono rivolti al cielo e le mani di centinaia di ragazzi li fanno girare al vento, chiamando a sé la vittoria come già avevano fatto la sera prima, durante le cene prebalestro nel proprio Terziere, ognuno con i suoi canti e i suoi riti scaramantici. Sul palco d’onore salgono autorità a vario titolo, mentre di fronte, sulla tribuna, i visitatori iniziano a prendere posto, aggiustando gli obiettivi delle macchine fotografiche ma solo dopo aver finito il gelato. Da via della Libertà si sentono arrivare i tamburi del corteo storico: sfilano le dame in abiti d'epoca accanto ai loro signori con le note della banda che accompagnano i loro passi, facendo d’apripista agli sbandieratori, pronti a strappare applausi convinti dalla folla. All'improvviso poi cala il silenzio. Si parte. Inizia Borgo con uno dei suoi campioni: Michele Mori, che dà il via alla tenzone.

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Una gara combattuta sul millimetro, con molte frecce che vanno a infilarsi a meno di un palmo dal centro esatto del corniolo, tant’è che neanche in piazza c’è un’idea precisa di chi possa essere intesta. Il compito più arduo spetta quindi ai giudici, chiamati a decretare un vincitore con lo spettro di un'altra non assegnazione che inizia a fare capolino. Il verdetto ufficiale arriva poco prima delle 20 e fa esplodere la gioia del Terziere biancorosso, che con i suoi sostenitori corre verso il palco allestito fuori dal Palazzo del Podestà, da dove il priore Riccardo Bernardini (vincitore al debutto nel Balestro) passa al suo popolo il drappo disegnato dal pittore Giorgio Distefano, con i due migranti coperti da una coperta termica color argento. Parte allora la festa di Cittanova, che intonando i suoi cori storici si avvia verso i propri vicoli e le sue stanze, per delle celebrazioni fatte in casa che andranno avanti fino alle ore piccole, anche se con qualche strascico: un piccolo giallo che si è consumato tutto in casa biancorossa, con Gori convinto di essere arrivato davanti al compagno Campailla. Quisquiglie tra tiratori per i sostenitori a cui poco importa del nome, ma solo di aver portato a casa il 42esimo Balestro biancorosso.

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