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«Non c’è solo geotermia»

«Non c’è solo geotermia»

Per Marini il Progetto Amiata deve coinvolgere tutti i sindaci

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ARCIDOSSO. Jacopo Marini, sindaco di Arcidosso e presidente dell’Unione dei comuni dell’Amiata grossetana, scrive una lettera al presidente della Toscana Enrico Rossi per auspicare che il Progetto Amiata «non sia assistenzialismo, ma vera valorizzazione delle risorse, che non sono solo vapore geotermico».

Il Progetto Amiata è stato lanciato in concomitanza con l’annuncio, da parte di Rossi, di decretare l’Amiata “area di crisi”. La decisione è stata presa nei giorni scorsi insieme ai sindaci delle aree ex minerarie. Per il versante grossetano c’era solo il sindaco di Santa Fiora e la cosa non va giù a Marini che, come ha già fatto il collega di Castel del Piano Claudio Franci, ritiene indispensabile il coinvolgimento di tutti i sindaci.

«Lo dobbiamo considerare l’inizio di un percorso positivo che tuttavia non può non coinvolgere anche gli altri comuni dell’Amiata – osserva Marini –. Occorre però impostare il problema nel modo giusto. La proposta di rilancio che è venuta fuori dopo quell’incontro passerebbe dalla definizione di un nuovo Progetto Amiata che fa leva sullo sviluppo della geotermia. Proposta che ha due limiti: il primo è il richiamo al Progetto Amiata che fu una risposta assistenzialistica all’emergenza che si verificò con la crisi dell’economia mineraria e, per questo, non produsse nel tempo gli effetti sperati. La seconda è che l’Amiata è una, ma possiede tante vocazioni. Non abbiamo bisogno di politiche assistenziali e temo che la geotermia come la abbiamo concepita finora possa diventare una moderna forma di assistenzialismo che può servire ai sindaci per chiudere con più facilità i bilanci o per fare qualche opera pubblica, senza essere però vero volano di sviluppo. L'attività geotermica deve creare occupazione e lavoro».

Marini ribadisce di aver accolto con favore l’accordo con Enel sullo sconto alle imprese sull’energia e sottolinea che Enel debba rimanere l’interlocutore principale, «impegnandosi però maggiormente rispetto a quanto fatto finora».

Per il sindaco «Enel negli ultimi anni, a partire soprattutto dal protocollo del 2007, ha modificato il modo di rapportarsi con i territori dimostrando molta più attenzione. E la centrale di Bagnore 4 ne è la testimonianza concreta». Per il sindaco «la geotermia è una risorsa importante ma al pari di tante altre: agricoltura di qualità, impresa manifatturiera, terzo settore, turismo, patrimonio naturalistico e boschivo e serbatoio d’acqua».

Marini chiede una strategia integrata, «non una ricetta calata dall’alto». (f.b.)

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