Il Tirreno

Grosseto

È il giorno del Balestro Troupe televisive in città

di Alfredo Faetti

Il certamen massetano sarà visto sul piccolo schermo anche dal pubblico tedesco L’edizione 2016 si preannuncia la più internazionale, palio dedicato ai migranti

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MASSA MARITTIMA. I vicoli sono pieni di colori. Su ogni finestra del centro storico sventola una bandiera e per strada la gente non parla d’altro. Le discussioni vanno avanti a suon di sfottò e scaramanzia, mentre in piazza sono già pronte le tribune che brillano al sole al cospetto del Duomo. Manca soltanto il corniolo, che sarà appeso alla parete del palazzo medievale soltanto questo pomeriggio, quando le scale del sagrato saranno il palcoscenico per grida di gioia e speranza.

È il Balestro del Girifalco, alla 116esima edizione, la più internazionale e la più attesa. Sono le due figure di migranti dipinte sul palio ad aprire le porte della tradizione cittadina per eccellenza, ad aprire metaforicamente le porte ai Paesi d’oltreconfine, mentre la troupe dell’emittente tedesca Ard, arrivata per girare un documentario sulla manifestazione, dà il senso concreto dell’interesse internazionale che ruota attorno a Massa Marittima.

«Il Balestro è e viene fatto per i massetani – ha detto ieri mattina il sindaco Marcello Giuntini – Ma c’è una parte che esce anche fuori dalle mura». È un orgoglio per ogni massetano: ma oggi il senso collettivo non è dato dalla città, bensì dal proprio Terziere. «Non vedevo l’ora che arrivasse questo giorno» dice un ragazzo con il fazzoletto gialloblù al collo. È un anno esatto, infatti, che non viene assegnato il Balestro.

Dopo il pareggio dello scorso agosto, la prima non-assegnazione nella storia, dovuta a due frecce equidistanti dal centro, Massa Marittima è rimasta senza un vincitore dal maggio scorso, quando a trionfare è stata Cittavecchia, che ora sogna se non proprio un cappotto (dal momento che è stato saltato un giro) almeno due vittorie di fila. Anche Borgo ha le sue ambizioni, pronto ad allungare il suo primato nell’albo d’oro, così come Cittanova, a secco dal 2014. Una contesa che si consumerà, come vuole la tradizione, nel cuore di piazza del Duomo, dove i Terzieri a suon di tiri dalla balestra cercheranno di portarsi a casa il drappo disegnato da Giorgio Distefano, l’artista siciliano che si è aggiudicato il bando, che per questa 116esima edizione aveva come tema “San Bernardino e la Misericordia”. E il pittore ha preso spunto proprio dalle parole del Santo, che una volta disse: «Ho timore dell’uomo crudele che non ha compassione per l’uomo suo simile». «Quando ho letto il tema mi è venuta spontanea e immediata questa opera – ha detto Distefano ieri durante la presentazione – Sono siciliano e noi questo fenomeno lo tocchiamo con mano».

Il fenomeno di cui parla è quello dei migranti, dei profughi africani, che lo hanno ispirato parlando di Misericordia. L’immagina è una scogliera al tramonto, con due figure in primo piano coperte da una coperta termica color argento. «Anch’io sono a mio modo migrante – dice l’artista siciliano che ora vive a Firenze – Come lo siamo tutti, trovando nelle nostre migrazione nuovi insegnamenti dalla vita».

Parole di un pittore accanto alla sua opera, seguite costantemente dalla troupe tedesca, che realizzerà un documentario su questo Balestro del Girifalco per delle reti tedesche e francesi: unite contano milioni di utenti. «È motivo di orgoglio» dice Ivo Martellini, al debutto nel Balestro come Priore della Società dei Terzieri. E ha ragione. Ma oggi, quel che conta per i sostenitori di Borgo, Cittavecchia e Cittanova, non è la visibilità internazionale. Conta centrare il corniolo.

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