Sicurezza
Castel del Piano in lutto per Roberto Scarpellini
Consigliere comunale del Pd, spesso in contrasto con il suo partito, e presidente del Centro sociale Arrighi, aveva 68 anni ed era malato da tempo
CASTEL DEL PIANO. Castel del Piano in lutto. È morto, infatti, dopo una malattia affrontata fino all’ultimo con grande forza e determinazione, Roberto Scarpellini, 68 anni, consigliere comunale Pd e per dieci anni presidente del Centro sociale Arrighi.
Un personaggio di quelli scomodi, soprattutto per la sua decisione nel voler perseguire gli obiettivi che volta per volta si prefiggeva anche a costo di mettersi in contrasto col partito di appartenenza a cui, per alcune volte, non aveva nemmeno voluto rinnovare la tessera.
La sua scomparsa è stata comunque un duro colpo per il Pd. «Il Partito democratico tutto si stringe con grande affetto intorno alla famiglia di Roberto – dice Alberto Coppi, coordinatore Pd Amiata – che è stato consigliere comunale di maggioranza per oltre sei anni, dimessosi lo scorso anno per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Lo ricordiamo per la sua tenacia, il suo senso critico, il suo orgoglio di sentirsi parte integrante e attiva di una comunità che lo ha accolto molti anni or sono».
Scarpellini era arrivato alla fine degli anni Sessanta a Castel del Piano da Pisa, dove aveva conosciuto la moglie Anna Borgoni che faceva l’infermiera all’ospedale Santa Chiara, e subito si era integrato nella comunità di Castel del Piano con la famiglia, i figli Roberta e Marco e, dopo, gli amatissimi nipoti.
«Questa sua integrazione – rammenta il sindaco Claudio Franci – era stata favorita anche dal suocero, Lido Borgoni, che operava nel sindacato ed era davvero un uomo d’altri tempi. Il suo motto era aiutare chi aveva più bisogno, gli ultimi.
E proprio questo legame Roberto aveva condiviso col suocero. Riuscire a sentire la pancia della gente, i suoi bisogni pratici e concreti. Si può dire che tutta la sua vita sia stata ispirata a questo principio che perseguiva in modo così drastico da essere, a volte, anche intransigente fino al limite. Una persona molto determinata e sempre presente nei problemi della gente. E per il Pd una sorta di grillo parlante».
Scarpellini faceva di mestiere l’idraulico e poi il manutentore dei macchinari dell’ospedale di Castel del Piano. Oltre ad essere consigliere comunale, era fino a pochi mesi fa anche presidente del centro sociale che era riuscito a far crescere fino a diventare un contenitore importante di oltre cinquecento soci, non solo di Castel del Piano ma anche di altri paesi dell’Amiata.
Presente nel dibattito politico e sociale, anche alcuni mesi or sono, aveva espresso chiaramente, sebbene, all’epoca, controcorrente, la sua idea favorevole alla fusione dei comuni e non perdeva occasione di auspicare vita lunga e felice al “suo” centro anziani, tanto che nemmeno un anno fa aveva detto al Tirreno: «Sono presidente, ormai, dal 2005 e forse è il momento che qualcuno mi dia il cambio, anche se per adesso, mi pare che nessuno si stia facendo avanti. In ogni caso, in questi dieci anni, abbiamo tracciato le linee guida di un centro che conta 518 iscritti. E tutti entusiasti, come dimostra l'apertura della campagna soci di pochi giorni or sono. In un solo giorno vi sono state ben 116 adesioni».
I funerali di Roberto Scarpellini saranno celebrati dal parroco don Gianni Lanini, domani alle 15 nella chiesa propositurale di Castel del Piano.
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