Il Tirreno

Grosseto

Tentata truffa ai danni di Royal Tuscany

Sotto processo un ex consigliere di amministrazione querelato dal liquidatore Milanesio

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Erano citati anche loro: Antonio Di Pietrantonio e Aldo Filippo Invitti. Ma non si sono presentati a testimoniare nel processo per tentata truffa che vede imputato un ex consigliere di Royal Tuscany Fashion Group spa, Alessandro Giudice. Lo dovranno fare però a luglio, cioè alla prossima udienza fissata dal giudice Giovanni Puliatti. Delle loro parole non è possibile fare a meno.

Un procedimento avviato dalla querela di Marco Milanesio, in qualità di membro del collegio dei liquidatori di Movies, poi (dal luglio 2010) diventata Royal Tuscany, società che aveva preso in affitto la Mabro. Giudice era entrato nel cda di Movies per il coordinamento della direzione generale, delle attività produttive e delle strutture interne. Giudice però sostiene di avere un altro contratto di collaborazione coordinata e continuativa, che aveva fornito, per le reimpostazioni delle strategie di management dell'azienda: un contratto che sarebbe stato valido dal 2008 al 2011. E in forza di questo contratto, Giudice aveva mandato nel dicembre 2010 una raccomandata e anche una e-mail con la quale, ricordando il contratto ritenuto in essere, chiedeva il pagamento di mensilità non corrisposte, per 75.000 euro (giugno-novembre 2010). Milanesio aveva però contestato questa attività. Secondo l'imputazione, Giudice avrebbe avuto unicamente svolto l'attività di consigliere per Royal Tuscany, tra il febbraio 2009 e il luglio 2010 e sarebbe stato pagato con 12mila euro fino al maggio 2010. E reclamando invece i compensi del contratto di collaborazione avrebbe così cercato di trarre in inganno Milanesio.

L'unico testimone sentito è stato Tiziano Bacci, che nell'azienda svolgeva il compito di coordinamento generale. Citato dalla difesa di Giudice (avvocato Gaetano Abela di Vigevano), Bacci ha ricordato di aver conosciuto Giudice quando questi era direttore generale nella gestione Movies, una carica ricoperta fino alla primavera 2010: «Fu messo alla porta in modo poco garbato», per contrasti con il presidente Di Pietrantonio, ha specificato Bacci, ricordando tra l'altro le difficoltà dell'imputato nel recuperare i propri effetti nell'ufficio, trovato spesso chiuso.

Pierluigi Sposato

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa