Sicurezza
Tentano la rapina con un passeggino
I dettagli del colpo fallito alla gioielleria Mirolli, sequestrate due pistole con il colpo in canna: due arresti
GROSSETO. Era già da qualche settimana che i titolari della gioielleria Mirolli aveva segnalato la presenza di una coppia che girava per il corso Carducci e che in qualche modo, non aveva fatto nulla per non farsi notare. Anzi. Un uomo e una donna, con dei curiosi cappelli in testa, vestiti con abiti a fiori. Particolari, senza dubbio. Un completo azzurro per uno degli uomini, con un cappellino, una bandana e gli occhiali, una parrucca per il terzo. La donna, poi, spingeva un passeggino.
Parlavano con accento romanesco e qualche volta erano stati dentro al negozio. Si erano guardati intorno, avevano chiesto qualche informazione, poi avevano salutato e se n’erano andati. Ma la loro presenza, tutti quei passaggi di fronte alla gioielleria avevano fatto scattare l’allarme nei proprietari del negozio che avevano avvertito i carabinieri. I militari, per alcuni giorni hanno studiato i loro movimenti e due mattine fa sono entrati in azione dopo aver ricevuto la segnalazione da parte della commessa.
I carabinieri erano in centro con agenti in divisa e in borghese. Ieri mattina, i tre si sono presentati in gioielleria e la commessa, anziché aprire la porta, ha chiamato i carabinieri che erano pronti ad entrare in azione: due uomini in borghese sono entrati nel negozio, mentre altro personale è rimasto fuori a pochi passi dalla gioielleria.
Quando i tre rapinatori sono tornati hanno visto che nel negozio c’erano alcune persone e hanno capito che quello non era il momento adatto per entrare in azione: si sono allontanati ma i carabinieri sono riusciti a fermare un uomo e una donna. Il terzo uomo ha cominciato a correre lanciando contro i militari la parrucca e un biberon.
Che i tre facessero sul serio è stato chiaro quando i carabinieri hanno ritrovato in una fioriera due pistole con matricola abrasa, una Beretta calibro 40 e una Makarov calibro 9 con filettatura per il silenziatore. Le armi avevano entrambe il colpo in canna e nella carrozzina, oltre a un bambolotto, c’erano delle fascette e un borsone nero.
Fascette che probabilmente sarebbero state utilizzate per bloccare i polsi della commessa o del gioielliere Roberto Sambrini, 48 anni e Alessandra Cerofolini, 42 anni, sono entrambi di Roma e sono le due persone arrestate due giorni fa dai carabinieri.
L’udienza di convalida si dovrebbe svolgere oggi al tribunale di piazza Albegna.
I due sono stati arrestati per il reato di tentata rapina e porto di arma clandestina.
Durante la convalida, se decideranno di parlare, potranno spiegare il perché di quell’abbigliamento così appariscente: un’ipotesi potrebbe essere quella che una volta rapinata la gioielleria, si sarebbero cambiati facendo perdere così le loro tracce.
Quello che i carabinieri hanno potuto ricostruire, comunque, è l’intensa attività dei due arrestati: Sambrini e Cerofolini hanno infatti diversi precedenti specifici e, pur non essendo una coppia nella vita, hanno messo a segno diversi colpi negli anni precedenti.
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