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Grosseto

Finiti i lavori sulla strada delle Galleraie

Finiti i lavori sulla strada delle Galleraie

Il tratto della provinciale 5 a Travale è stato asfaltato e la frana è stata finalmente rimossa

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MONTIERI. «Il territorio si preserva e si tutela vivendolo e operando per esso quotidianamente, conoscendolo, amandolo. E spesso non basta ugualmente nel mondo in cui purtroppo ormai viviamo».

Questo dice Nicola Verruzzi, sindaco di Montieri, non appena terminati i lavori sulla strada provinciale 5, detta delle Galleraie, nella zona tra il borgo e la sua frazione Travale, una delle arterie principali che collega il territorio senese con il golfo di Follonica, molto percorsa durante la primavera e d’estate.

«Da oltre dieci anni è interessata da una frana di imponenti dimensioni che ne ha ridotto sensibilmente la percorrenza creando, spesso, pericoli e difficoltà alla circolazione - continua Verruzzi - In certi momenti si è rischiato addirittura il potenziale isolamento della frazione di Travale dal resto del comune».

Il Comune però è sempre rimasto con gli occhi vigili sulla faccenda. «Con un pedissequo e quotidiano lavoro e con una strategia di territorio abbiamo operato per contenere e ridurre il fenomeno, cercando di stabilizzare il fondo, perlomeno per gran parte - prosegue il sindaco - Nei giorni scorsi abbiamo proceduto con un’asfaltatura che, unita al precedente intervento, ha ampliato notevolmente la carreggiata, riportandola quasi a doppio senso di percorrenza, e sicuramente diminuendo i potenziali pericoli e rischi all’incolumità dei viaggiatori visto l’approssimarsi anche del periodo estivo». Un traguardo di cui l'amministrazione può ritenersi soddisfatta. E Verruzzi la prende come spunto riguardo alla battaglia, che lo vede impegnato in prima fila, per la tutela e la dignità dei piccoli comuni. «Quando parlo e parliamo della necessità di preservare, tutelare e rafforzare le istituzioni nelle aree marginali, periferiche e montane, quando mi batto per difendere i piccoli comuni dalle derive fusionistiche, non lo faccio per difendere la poltrona, come alcuni dicono, ma perché il territorio lo si preserva e lo si tutela vivendolo ed operando per esso quotidianamente - dice - Sicuramente molto sarebbe ancora da fare ma la nostra presenza e la nostra opera hanno permesso e dimostrato, una volta ancora, che i territori hanno estremo bisogno di vigili custodi e di un presidio attivo, quotidiano e continuativo». (a.f.)

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